Raccolta fondi per sistemare il lido distrutto dalle fiamme

Scatta la solidarietà di operatori turistici, fornitori e clienti per i proprietari dello chalet “Marini” I titolari: «Speriamo di poter ricominciare presto anche con una struttura provvisoria»
ROSETO. C’è grande solidarietà tra la cooperativa balneatori Roseto-Pineto e diversi fornitori, che si sono resi disponibili a sostenere la famiglia Marini per la ricostruzione del loro lido, andato a fuoco un mese fa circa a causa di un corto circuito provocato dal malfunzionamento di un frigorifero interno.
Sono necessari infatti 200mila euro per sistemare lo stabilimento, anche se siamo ad aprile oramai e per l’inizio della stagione estiva ristrutturare il lido è impossibile: i vigili del fuoco di Roseto devono ancora inviare una relazione al comando centrale e inoltre mancano i pareri di vari enti, dopodiché si potrà procedere allo smantellamento della struttura e alla sua ricostruzione. «Siamo in attesa», dice Raffaella Marini, figlia del titolare dello stabilimento Marino, «speriamo di poter ripartire al più presto dopo lo spiacevole episodio che abbiamo subito». La solidarietà alla famiglia arriva anche dai clienti storici del lido, come Marco Rapone, che ha avuto un’idea. «Visto che la maggior parte degli ombrelloni viene affittata sempre dalle stesse famiglie e dalle stesse persone», propone Rapone, “perché per questa volta non paghiamo in anticipo i soldi dell’affitto? In fondo cosa cambia a pagarlo ad aprile anziché a settembre? Daremmo tutti un aiuto concreto per aiutare la famiglia a ripartire. Mi auguro che questa proposta venga accolta. Se li conosco bene ne sarebbero felici, perché sarebbe la conferma che non siamo semplicemente loro clienti, bensì loro amici». E in vista della prossima stagione estiva, segnata di nuovo dall’emergenza Covid, la famiglia Marini spera di avere al più presto tutti i permessi per realizzare una struttura provvisoria. «Vorremmo poter lavorare la prossima estate», aggiunge Raffaella Marini, «intanto mio padre sta provvedendo a preparare la spiaggia, ma avremmo bisogno di allestire un piccolo bar provvisorio per dare un servizio a tutti i nostri clienti».
Marino Marini, che nel 1986 acquistò lo stabilimento, è ancora incredulo. «Tutto avrei pensato», afferma Marini, «tranne che il mio lido potesse andare a fuoco». E’ stato distrutto tutto, dal bancone del bar al pulisci spiaggia, oltre al tetto scoperchiato in più punti perché erano composto da pannelli in polistirolo. Un peccato per un lido molto frequentato da giovani e famiglie, e teatro di molte partite estive di pallacanestro tre contro tre e del torneo in memoria di “Giacchino”, tifoso del Roseto basket. L’attuale proprietario Marino era un autotrasportatore, ma la sua passione per il mare lo portò a vendere il camion nel 1986 e ad acquisire lo stabilimento, che ha gestito fino allo scorso anno con tutta la sua famiglia.
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