Ragazza teramana sul bus incendiato in galleria: «Pensavo di morire»

Il racconto di Claudia Di Luzio, studentessa di Atri: «Quando il pullman ha preso fuoco siamo scappate nel traforo, e quando sono caduta nel fango dietro di me vedevo fiamme e fumo». La ragazza curata in ospedale da asma e stato di choc, è tornata a casa con i genitori. Riaperto il traforo in direzione Roma, la Procura dell'Aquila apre l'inchiesta
ATRI. E' tornata a casa Claudia Di Luzio, una delle ragazze scampate all'incendio in galleria che ieri ha distrutto un autobus diretto a Roma con 47 giovani passeggeri a bordo, che dovevano partecipare alla trasmissione "Amici" di Maria De Filippi. Ieri mattina la studentessa di Atri è salita a Mosciano Sant'Angelo sull'autobus proveniente dalle Marche, ed era una delle poche maggiorenni che partecipavano alla gita agli studi di Mediaset.
E' lei a raccontare gli attimi drammatici che hanno seguito l'ordine di lasciare immediatamente l'autobus. «Quando sono caduta e mi sono ritrovata per terra ho pensato che non mi sarei rialzata e sarei morta. Sono ancora sotto choc e mi fa male il ginocchio che ho sbattuto per terra». Claudia ieri ha dovuto fare ricorso alle cure del pronto soccorso dell'ospedale San Salvatore dell'Aquila: la ragazza è tra coloro che ha rischiato di più essendo stata colta anche da un attacco di asma. «Mi sono prenotata tramite mie amiche per vedere "Amici" - spiega ancora -. A metà traforo il pullman ha preso fuoco e siamo scappate, a quel punto sono caduta in mezzo al fango, dietro di me vedevo fiamme e fumo. Ho avuto un attacco di asma, per fortuna mi hanno subito portato all'ospedale dove mi sono ripresa». La studentessa ha raccontato che i soccorsi sono arrivati subito. Dopo la visita in ospedale, è stata curata e rimandata a casa dove è tornata con i suoi genitori. Intanto Strada Parchi ha riaperto il traforo in direzione Roma.
Aperta un'inchiesta. Sarà l'inchiesta della Procura della Repubblica dell'Aquila a fare luce sull'incendio che ieri ha distrutto sotto il traforo del Gran Sasso direzione Roma un pullman con a bordo 47 ragazzi, in gran parte minorenni, che stavano raggiungendo la capitale per partecipare alla trasmissione "Amici". La competenza per poche decine di metri è toccata all'Aquila e non a Teramo visto che il grave fatto è accaduto a metà dei circa dieci chilometri del traforo del Gran Sasso, il più grande d'Europa a doppia "canna". A condurre le indagini è la Polizia Autostradale dell'Aquila che ieri ha coordinato i soccorsi degli occupanti del mezzo, tutti in salvo anche se in stato di choc, e tutti dimessi dal pronto soccorso dell'ospedale San Salvatore dell'Aquila. Solo alcuni hanno riportato escoriazioni e contusioni procurate mentre dopo aver lasciato il pullman in fiamme, correvano verso il varco collegato al secondo tunnel. Sentendo sommariamente i minorenni, e ufficialmente i maggiorenni, in particolare l'autista, la polizia autostradale ha ricostruito quanto accaduto dopo l'incendio. «Non è stato un incidente stradale nel quale ci sono diverse versioni. È stato un incendio e bisogna capire se qualcuno ha percepito qualcosa di diverso da quanto riportato. Ci riserviamo di ricostruire cosa sia accaduto, si tratta di una operazione tecnica per la quale servirà tempo, si dovrà stabilire in particolare che cosa abbia provocato l'incendio - spiega il dirigente del centro operativo autostradale dell'aquila Felice Donati - in questo senso stanno lavorando i vigili del fuoco».
Elogiato il lavoro dei soccorsi: «Tutto ha funzionato bene». Dopo i primi accertamenti è emerso che il conducente del mezzo era in condizioni normali quanto a uso di alcol, droga e di ore di viaggio, tanto che il suo comportamento nel mettere in salvo gli occupanti del pullman viene giudicato positivamente. «Era stato controllato alcune ore prima dalla polizia e tutto era apposto - continua Donati - Questo è stato importante alla luce della reattività mostrata in una situazione così difficile». Anche il pullman, da una prima analisi, aveva tutte le revisioni. L'indagine dovrà stabilire se sia stato un corto circuito oppure problemi alla turbina a causare l'incendio che ha mandato distrutto il mezzo. Il dirigente del centro autostradale sottolinea l'efficacia del piano di emergenza, al quale hanno partecipato la polizia autostradale dell'Aquila e Teramo e i vigili del fuoco delle due città, oltre agli operatori del 118 e gli addetti alla sicurezza di strada dei parchi, concessionaria delle autostrade A24 e A25. «C'è stata tanta paura, i giovani e l'autista sono scossi ma tutto è andato bene e tutto ha funzionato bene». Oltre a mettere in salvo gli occupanti del pullman, ieri la polizia autostradale ha provveduto secondo quanto previsto in questi casi, ad evacuare 25 dei 50 studenti dell'istituto superiore Alessandro Volta di Tivoli (Roma) in visita ai laboratori di Fisica Nucleare del Gran Sasso collegati al traforo in direzione Roma. Al momento dell'incendio erano nei sotterranei 25 ragazzi mentre gli altri aspettavano fuori. Con i due tunnel chiusi, la polizia ha prima trasferito i ragazzi alla fine del tunnel in direzione Teramo e poi fatto tornare la scolaresca verso casa mediante lialtro tunnel. Evacuata anche una decina di dipendenti dell'Istituto di Fisica Nucleare del Gran Sasso. All'interno, secondo il piano di emergenza, addetti anti incendio e la vigilanza privata. «Anche questa operazione in una giornata difficile è stata gestita con efficacia grazie alla collaborazione delle forze in campo», spiega il dirigente della polizia stradale Donati.

