Ragazza trovata morta in casa «Gli amici non l’hanno soccorsa»

6 Febbraio 2022

La Procura contesta una nuova ipotesi di reato alla coppia che ospitava la 24enne, morta a marzo 2021 I due accusati anche di cessione di sostanze stupefacenti per il metadone trovato vicino alla vittima

ROSETO. Un’inchiesta complessa e delicata che sin dall’inizio ha avuto necessità di quelle certezze scientifiche che possono arrivare solo da specifiche indagini medico legali.
Con una convinzione di fondo che la Procura ha messo in capo ai primi atti firmati: quella che la 24enne Francesca Martellini sia stata male per svariate ore prima che i due amici che la ospitavano decidessero di chiedere aiuto e di chiamare il 118 con gli operatori che quando arrivarono trovarono la giovane deceduta.
A quasi un anno dalla morte della ragazza di Roseto, il pm Silvia Scamurra, titolare del fascicolo d’indagine, impacchetta le accuse e firma l’avviso di conclusione delle indagini ipotizzando a carico della coppia che ospitava la ragazza l’omissione di soccorso e la cessione di sostanze stupefacenti riferendosi al metadone trovato vicino alla ragazza. Fondamentale per la ricostruzione si sono rivelati i nuovi accertamenti medico-legali disposti dalla Procura ad integrazione dei risultati dell’autopsia eseguita all’epoca dal medico legale Antonio Tombolini con gli esami tossicologici affidati al tossicologo forense Rino Froldi. I nuovi accertamenti, dunque, per meglio circoscrivere l’evoluzione dei fatti, dall’insorgere del malore alla morte, e di conseguenza tutte le accuse da contestare.
Un malore, quello per la ragazza, rivelatosi mortale. Nel fascicolo del pm sin dall’inizio sono stati iscritti i due nomi della coppia che aveva ospitato la ragazza nell’appartamento di Scerne di Pineto dove po si consumò la tragedia.
I due, inizialmente, sono stati indagati per morte come conseguenza di altro reato, ma a conclusione delle indagini e proprio alla luce dei risultati dei nuovi accertamenti medici per loro l’accusa è diventata quella di omissione di soccorso.
La ragazza, alle spalle una vita difficile nonostante i suoi solo 24 anni, in quei giorni di marzo del 2021 era ospite di una coppia di amici (un uomo e una donna) nel loro appartamento di Scerne di Pineto.
Secondo la versione fornita all’epoca dai due agli investigati impegnati nelle successive indagini, la ragazza dopo aver cenato sarebbe andata a dormire dicendo di non sentirsi bene. Dopo qualche ora, dopo essere andati nella sua stanza per informarsi sulle sue condizioni, i due avrebbero provato a svegliarla senza riuscirci e così avevano chiamato i soccorsi. In poco tempo era arrivata l’ambulanza ma gli operatori del 118 non avevano potuto far altro che constatare la morte della 24enne.
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