Ragazzi maltrattati in comunità: sotto inchiesta tre educatori

9 Giugno 2023

L’indagine è scattata dopo la denuncia di alcuni congiunti e di personale interno alla struttura Il pm chiede di sentire le quattro parti offese in un incidente probatorio, il giudice si riserva

TERAMO. Per ora ci sono solo delle accuse tutte da dimostrare. La certezza è che tre educatori di una comunità per minori del Teramano sono indagati per presunti maltrattamenti su alcuni ragazzi ospiti e che nel corso dell’udienza preliminare che si è svolta ieri il pm titolare del fascicolo Francesca Zani ha fatto richiesta di incidente probatorio per sentire i quattro minori parte offesa. Richiesta su cui il giudice Lorenzo Prudenzano si è riservato.
La Procura ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini e la richiesta di rinvio a giudizio dopo una complessa inchiesta. Nel fascicolo sono entrate le testimonianze di persone sentite nella loro veste di persone informate sui fatti e alcuni particolari accertamenti disposti dalla stessa autorità giudiziaria.
L’indagine è scattata dopo la segnalazione di alcuni familiari dei ragazzi ospiti e di personale interno. Si tratta in particolare di adolescenti che vengono ospitati su disposizione di provvedimenti emessi dal tribunale dei minori e che, in alcune occasioni, riguardano periodi di allontanamento dal nucleo familiare. Proprio durante questi momenti di permanenza si sarebbero verificati, secondo l’accusa, i maltrattamenti sia fisici sia psicologici nei confronti dei quattro ragazzi. Episodi che, sempre secondo la ricostruzione della Procura, sarebbero stati poi riferiti in particolare a un familiare dei quattro e quest’ultimo avrebbe fatto scattare la denuncia. Si tratta di accuse che gli educatori hanno sempre respinto. Ora, dopo l’udienza preliminare che si è svolta ieri, si attende la decisione del giudice che dovrà esprimersi sulla richiesta di incidente probatorio che è stata avanzata dalla Procura per cristallizzare le testimonianze delle parti offese.
L’incidente probatorio, nelle inchieste che coinvolgono minori, rappresenta un passaggio giuridico fondamentale così come stabilito dalla Carta di Noto che ormai da tempo detta le linee guida per l’esame dei minorenni. Un istituto indispensabile per la Carta che individua e descrive protocolli da seguire in relazione all’esame del minore che si ipotizzi vittima di reati e che all’articolo 7 recita: «L’incidente probatorio è la sede privilegiata di acquisizione delle dichiarazioni del minore nel corso del procedimento».
Va detto che le linee guida contenute nella Carta di Noto rappresentano suggerimenti diretti a garantire l’affidabilità delle metodologie utilizzate a partire proprio dalla raccolta della testimonianza al fine di garantire la tutela dei diritti del minore nel rispetto dei principi costituzionali del giusto processo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA