Ragazzina sporca e con i pidocchi Chiesto il processo per i genitori

La Procura li accusa di maltrattamenti e abbandono, ora sarà un giudice a decidere La 16enne è stata allontanata dalla famiglia su disposizione del tribunale dei minori
TERAMO. Due inchieste parallele raccontano il presente e il futuro della ragazzina di 16 anni che un anno fa venne trovata sporca e con i capelli pieni di pidocchi nella casa in cui abitava con la madre.
Nella prima, quella aperta dalla Procura teramana, c’è un punto fermo: il pm Enrica Medori ha chiesto il rinvio a giudizio per entrambi i genitori accusati di maltrattamenti e abbandono. Ora sarà un giudice a decidere per un processo o non luogo a procedere. Nella seconda, quella della Procura dei minori, c’è una richiesta di sospensione della potestà genitoriale. Provvedimento ipotizzabile vista la delicatezza del caso.
Fin qui i tecnicismi giuridici di una storia di degrado e solitudine consumata in un alloggio popolare di Teramo. In quella casa la ragazzina abitava con la madre disoccupata e da quella casa nelle ultime settimane nessuna l’aveva vista più uscire. Ed era stato proprio questo suo essere diventata invisibile a far scattare l’allarme di alcuni vicini che si erano rivolti ai carabinieri per capire quello che stava succedendo in quell’abitazione: la segnalazione arrivata all’Arma era di una persona segregata in casa. Così i militari della compagnia avevano immediatamente avviato i controlli. E quel giorno dell’agosto di un anno fa furono proprio i carabinieri a fare la sconvolgente scoperta: quando entrarono nella casa trovarono la ragazzina sporca e con i capelli pieni di pidocchi ormai diventati una matassa informe.
Poi la richiesta dell’ambulanza, il ricovero in ospedale e successivamente, su disposizione del tribunale dei minori, il trasferimento in un istituto protetto. Una situazione, quella di difficoltà della famiglia della sedicenne, già conosciuta all’amministrazione comunale e ai servizi sociali. Nei primi giorni dell’inchiesta anche alcune assistenti sociali vennero sentite dai carabinieri come persone informate sui fatti nell’ambito della ricostruzione dei fatti chiesta dall’autorità giudiziaria. Gli accertamenti , evidentemente, hanno escluso che possano esserci state delle negligenze da parte di chi seguiva la famiglia visto che nel fascicolo aperto dalla Procura sin dall’inizio sono stati iscritti solo i genitori. Che ora rischiano il processo per maltrattamenti e abbandono di minori: accuse che per il codice possono portare a condanne fino a cinque anni.
Per ora, intanto, resta la sospensione della potestà genitoriale: è evidente che prima di pronunciarsi su una eventuale revoca il tribunale dei minori attenda l’esito del procedimento penale.
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