Raggiunto l’accordo, domani l’Atr paga uno stipendio arretrato
COLONNELLA. Accordo sul pagamento dei due stipendi arretrati all’Atr. E’ stato raggiunto martedì sera dalla Rsu dell’azienda di Colonnella, assistite dai sindacati territoriali, con la proprietà. L’ac...
COLONNELLA. Accordo sul pagamento dei due stipendi arretrati all’Atr. E’ stato raggiunto martedì sera dalla Rsu dell’azienda di Colonnella, assistite dai sindacati territoriali, con la proprietà. L’accordo è stato poi discusso e approvato dall’assemblea dei lavoratori. Domani la nuova proprietà con a capo l’imprenditore Antonio Di Murro pagherà lo stipendio di giugno e i rimborsi dei 730. Lo stipendio di settembre sarà pagato il 20 ottobre, La mensilità di luglio e la tredicesima entro la fine dell’anno.
«Ora starà all’azienda rispettare quanto sottoscritto e far partire il piano di consolidamento e rilancio del sito produttivo annunciato in questi mesi», scrivono Marco Boccanera (Fim Cisl), Mirco D’Ignazio (Fiom Cgil) e Angelo Gallotti (Uilm Uil), «un rilancio che, oltre a garantire i 150 lavoratori, deve essere una sfida per il territorio: non può sfuggire, infatti, che l’Atr, negli anni, ha rappresentato un’eccellenza industriale e occupazionale e che, se davvero si vuole rilanciare l’economia locale, si deve puntare su aziende ad alto potenziale di crescita e sviluppo tecnologico. La vertenza Atr che, seppur con difficoltà, ha trovato una sua definizione, continua però a testimoniare l’assenza, in queste partite fondamentali, delle istituzioni locali. A mancare, oltre alla presenza, è l’idea di una prospettiva e, forse, anche il senso delle istituzioni stesse: la vicinanza ai lavoratori, ai loro problemi, non si dimostra facendo inutili e quasi provocatorie passerelle in fabbrica a problema concluso. La vicinanza le istituzioni devono dimostrarla quotidianamente, quando il problema va affrontato sul serio, assumendosi responsabilità ed impegni e “mettendoci la faccia». Il riferimento, non esplicito, è a una visita fatta dall’assessore regionale al lavoro Pietro Fioretti – a cui da tempo i sindacati chiedono di aprire un tavolo regionale sull’Atr – martedì sera in fabbrica. «Va compreso che, in ogni vertenza, non si giocano partite a favore o contro qualcuno, tantomeno si giocano partite politiche, anzi, non si gioca proprio: perché il lavoro non è materia su cui giocare, su cui costruire carriere politiche o consenso elettorale», sottolineano i sindacati, «Scegliere, come fatto in questi mesi dagli assessorati regionali competenti, di non ascoltare le parti sociali, rischia di rivelarsi una scelta dannosa per tutti: lavoratori e aziende». (a.f.)

