Rapina ed estorsione, quattro assoluzioni

Erano accusati di aver organizzato un incontro erotico tra un anziano e una 17enne: il fatto non sussiste
GIULIANOVA. In quattro erano finiti sotto accusa (all’epoca tutti denunciati) per rapina ed estorsione: tutti sono stati assolti con la formula del fatto non sussiste.
Si tratta di tre donne e di un uomo di Giulianova (età compresa tra i 40 e i 30 anni) assistiti dagli avvocati Anna Maria Di Santo e Nello Di Sabatino. La sentenza di assoluzione è stata pronunciata dal collegio presieduto da Domenico Canosa.
I fatti risalgono al 2015 e secondo la Pubblica accusa (che aveva chiesto condanne dai sette ai nove anni) i quattro avrebbero agito in due occasioni diverse e separatamente. Nella prima due donne, dopo essersi avvalse dell’aiuto di una ragazza 17enne, avrebbero organizzato «un incontro a sfondo sessuale» (così si legge nel capo d’imputazione) tra la ragazza e un anziano in una zona di Giulianova.
Così si ricostruisce l’episodio nel capo d’imputazione: «Nel momento in cui l’uomo si accingeva a toccare la minore le donne uscivano armate di bastone da una siepe fingendosi familiari della ragazza e, mediante violenza, consistita nel picchiare l’uomo con un bastone, si impossessavano del denaro e dell’oro trovato addosso a quest’ultimo per un ammontare imprecisato, sicure dell’impunità atteso che la persona non identificata non avrebbe, come di fatto accaduto, mai sporto querela».
Tutti e quattro erano accusati di estorsione: secondo l’accusa si sarebbero fatti consegnare dei soldi da familiari della minore sostenendo di aver difeso la ragazza dalle avances dell’anziano pedofilo con l’uomo che in più occasioni si sarebbe finto un avvocato al telefono per avvalorare la tesi delle donne. Così a questo proposito ricostruiva la Procura nel capo d’imputazione: «Successivamente mediante reiterate minacce di morte rivolte soprattutto alla madre, alla zia e alla nonna della minore costringevano queste ultime a farsi consegnare loro in più rate la somma in contanti di tremila euro nonchè un vaglia postale recante l’importo di 20mila euro procurandosi così un ingiusto vantaggio».
Nel corso dell’istruttoria dibattimentale sono stati ascoltati numerosi testi. Le motivazioni della sentenza di assoluzione sono attese tra sessanta giorni.(d.p.)
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