Rapina nella villa, si cerca nelle telecamere

Indagini serrate dopo l’irruzione di banditi armati nella residenza ascolana degli industriali Di Stefano
TERAMO. Analisi delle telecamere di sicurezza dislocate in un'area piuttosto vasta e studio dei database per verificare modus operandi simili in altre rapine. Sono queste alcune delle direttrici sulle quali si concentra in queste ore il lavoro della squadra mobile di Ascoli che indaga sull'assalto avvenuto la sera del 20 giugno nella villa dei fratelli Guido e Roberta Di Stefano, del maglificio Gran Sasso di Sant’Egidio alla Vibrata. La villa si trova nella zona di Porta Cappuccina, nel centro di Ascoli. Si cerca innanzitutto di individuare la via di fuga dei malviventi, almeno tre persone, ma è molto probabile siano state di più a far parte del commando visto che i tre che hanno fatto irruzione intorno alle 22 nella villa sorprendendo e sequestrando otto persone, comunicavano con trasmittenti con altri complici, magari posizionati all'esterno e pronti alla fuga in auto.
Ritrovare il mezzo con il quale i malviventi sono giunti in zona e si sono poi allontanati potrebbe essere utile per verificare la presenza di tracce biologiche utili a identificare i rapinatori.
Tra le ipotesi c'è anche quella che i banditi abbiano usato un'auto rubata e l'abbiano poi abbandonata. Con la collaborazione della famiglia si sta cercando anche di effettuare una sorta di inventario degli oggetti preziosi trafugati, alcuni dei quali custoditi in una cassaforte che i rapinatori, probabilmente stranieri, hanno fatto aprire sotto la minaccia delle pistole. Una prima stima del bottino, tra gioielli e contanti, sfiora i 60mila euro.

