Recinti di case su aree demaniali: multe ai residenti del lungomare

28 Giugno 2021

Roseto, la contestazione fatta dalla guardia costiera che ha avviato anche procedimenti penali I cittadini: «Dovremo demolire le opere ritenute abusive sulla base di cartografie vecchissime»

ROSETO. Realizzazione di opere abusive, quasi esclusivamente recinzioni prossime alle abitazioni e alle attività commerciali, su piccole porzioni di terreno che secondo le recenti misurazioni dell’Agenzia regionale del Demanio, basate su cartografie di ottant’anni fa, risulterebbero demanio marittimo. È questa la contestazione mossa dalla locale guardia costiera ad alcuni residenti nella zona sud del lungomare Trieste, che sono stati invitati a presentarsi per l’identificazione e per nominare gli avvocati difensori. «La singolarità però sta nel fatto che le recinzioni sono state autorizzate dal Comune», si legge in una nota dei residenti, «non risultando dagli atti catastali la natura demaniale delle particelle».
Il risultato sarà dunque l’avvio di un procedimento penale e l’ordine di demolizione nonostante si tratti di porzioni piccolissime di terreni, appena qualche decina di metri quadrati, peraltro esistenti in una zona che ha ormai perso da tempo ogni connotazione originaria in quanto densamente urbanizzata e con le case realizzate lungo una linea che si affaccia su aree verdi della Provincia ma gestite dal Comune, a loro volta poste a notevole distanza dal lungomare e dai marciapiedi. «Per noi, appena usciti dalle preoccupazioni del Covid, è una mazzata senza precedenti», dichiara uno dei residenti della zona colpiti dal provvedimento, «abito in una casa costruita dai miei negli anni ’80 con tanti sacrifici. Naturalmente con regolare progetto approvato, anche per la recinzione benché non necessario e con la concessione edilizia rilasciata all’epoca dal Comune. Ora vengo a sapere che non serve a nulla la concessione comunale, né ha importanza il fatto che per il Catasto la particella di terreno su cui insiste la recinzione non è demaniale. Dovrò quindi subire un procedimento penale, pagare le spese legali, sborsare soldi per l’opera considerata abusiva con effetto retroattivo pari a cinque anni e abbattere la recinzione. Senza contare il fatto che mi toccherà attivare le procedure per spostare, non sapendo dove collocarli, gli sportelli di acqua e gas».
Sul caso è intervenuto il sindaco Sabatino Di Girolamo: «Sono disponibile ad ascoltare i cittadini che dovessero essere interessati da provvedimenti sanzionatori o indagini penali per valutare se il Comune ha degli spazi per aiutarli a risolvere il problema. Si precisa che eventi di questo tipo nascono dalla assoluta mancanza di aderenza alla realtà della attuale linea demaniale su molto comuni costieri. Ho chiesto al comandante della capitaneria di porto di Pescara di riattivare le operazioni di riperimetrazione del demanio sul territorio comunale con una nota ufficiale del 21 aprile 2021. L’ufficio demaniale di Pescara ha assunto l’impegno di aprire al più presto queste operazioni».
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