Reddito cittadinanza Ciancaione: «In città 81 abili al lavoro»

9 Ottobre 2022

ROSETO. «Il consigliere Enio Pavone sappia che il reddito di cittadinanza è una misura di protezione sociale, altro che populismo». Non ci sta la consigliera di opposizione Rosaria Ciancaione dopo...

ROSETO. «Il consigliere Enio Pavone sappia che il reddito di cittadinanza è una misura di protezione sociale, altro che populismo». Non ci sta la consigliera di opposizione Rosaria Ciancaione dopo le critiche subite nello scorso consiglio comunale da parte di alcuni esponenti della maggioranza, tra i quali Pavone, secondo cui il Movimento 5 stelle e l’area progressista farebbero un uso strumentale del reddito di cittadinanza. «Si parla in maniera impropria del reddito di cittadinanza», continua Ciancaione, «a Roseto ci sono 164 percettori, di cui 152 convocati per sottoscrivere il patto per il lavoro. Di questi, 81 sono avviabili ai Progetti utili alla collettività per almeno 8 ore settimanali, aumentabili fino a 16. Poi altri 42 risultano esonerati al lavoro e 22 sono gli esclusi».
I percettori del reddito di cittadinanza a Roseto rappresentano l'1,5 per cento della popolazione in attività lavorativa. «Sono dati minimi e si tratta di una misura di protezione sociale necessaria», precisa la consigliera, «nella nostra città possiamo solo trarne beneficio visto che, tra l’altro, non gravano sul bilancio comunale; poi, altra cosa è pensare di migliorare la normativa, a partire dalle ore di impiego nei progetti. Davvero non capisco come sia possibile gridare al populismo, quando non si fa altro che applicare l’articolo 38 della Costituzione che prevede misure di protezione sociale per chi ha più bisogno». Ciancaione infine critica la politica che tutela gli interessi dei grandi patrimoni.
«La politica dedicata alla cura di interessi verso il mondo della finanza e dei grandi patrimoni non ci appartiene», conclude Ciancaione, «e, tornando a Roseto, non capisco come si possa gridare all'orrore quando ben 81 percettori del reddito potrebbero essere impiegati nei Puc, bloccati ormai da tempo». (l.v.)
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