Regina Margherita e prefettura: per gli incarichi è decisiva l’Anac

25 Aprile 2022

Serve il nulla osta dell’Autorità anticorruzione per completare gli atti sulle progettazioni esecutive ll via libera atteso la prossima settimana, poi i tecnici avranno 70 e 100 giorni per presentare le carte  

TERAMO. Manca solo l’ultimo passaggio per la progettazione esecutiva del recupero di due strutture simbolo della città. Per la prefettura e il complesso ex Regina Margherita, che ospita anche l’edificio dell’ex scuola materna “Gemma Marconi”, entrambi inseriti nell’ordinanza Teramo bis firmata dal commissario per la ricostruzione post-sisma del Centro Italia Giovanni Legnini, c’è da attendere il parere da parte dell’Anac. All’Autorità anticorruzione si è rivolto l’ufficio speciale diretto da Vincenzo Rivera, designato come soggetto attuatore degli interventi di ripristino strutturale ritenuti prioritari. Sulle due procedure l’Usr ha già dato il proprio nulla osta, per cui l’Anac dovrebbe confermare entro la prossima settimana la regolarità delle decisioni.
LO STORICO COMPLESSO
Per l’ex Regina Margherita, che si estende su una superficie di oltre tremila metri quadri e ha riportato danni già nel terremoto del 2009, l’Ufficio speciale per la ricostruzione ha recuperato e aggiornato un progetto del 2013 affidato alla ditta Promedia. A incaricarla fu la proprietà dello storico complesso che fa capo all’Asp1, agenzia di servizi alla persona che gestisce case di riposo e immobili appartenuti a istituti di beneficenza di cui è commissario Roberto Canzio. L’ufficio speciale, dunque, ha ritenuto valido l’impianto del progetto, per quanto datato, e l’ha rimesso in pista con qualche miglioria tecnica e il necessario adeguamento dei costi. A disposizione ci sono 8,8 milioni di euro per lavori la cui progettazione esecutiva partirà non appena arriverà il pronunciamento dell’Anac. Da quel momento in poi la società designata avrà 70 giorni di tempo per presentare le carte necessarie all’appalto.
L’EX SCUOLA MATERNA
Segue un percorso simile il ripristino del “Gemma Marconi”. Al progetto stanno lavorando due tecnici dell’Usr, ma in questo caso la struttura, a differenza dell’ex Regina Margherita e della prefettura, non ha particolari pregi architettonici e storici. Si tratta, infatti, di un immobile in cemento armato risalente agli anni ‘80 e che tra l’altro è risultato con indice di resistenza sismica molto basso. L’edificio, dunque, sarà abbattuto e ricostruito per aumentarne la sicurezza, ma anche per armonizzarlo nello stile architettonico al complesso che lo ospita all’interno del proprio perimetro. Il contributo previsto per questo intervento di attesta a poco meno di 900mila euro.
LA PREFETTURA
È destinata a sbloccarsi anche la procedura che interessa l’intervento da 9,1 milioni di euro sulla prefettura. L’immobile, danneggiato dai terremoti tra fine 2016 e inizio 2017, va sottoposto ad adeguamento sismico anche perché ha un indice di resistenza largamente insufficiente a farlo considerare sicuro. Si tratta, tra l’altro, di un edificio storico su cui insiste un vincolo posto dalla soprintendenza e che dunque necessita di accorgimenti specifici per i lavori. La progettazione esecutiva, per la quale sono stati concessi cento giorni, è stata affidata in prima battuta alla Società Italiana Servizi di ingegneria e architettura, che fa capo a Carmine e Roberto Brandi e ha sede a Chieti. Questa ha presentato l’offerta economica più vantaggiosa, con un ribasso del 60% del costo base, su cui però l’Usr ha chiesto chiarimenti. Le risposte arrivate sono state considerata congrue, ma deve pronunciarsi anche l’Anac per chiudere la pratica.
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