«Relegati in aule buie e privati dei laboratori»

Gli studenti del “Marino” trasferiti in altre scuole per l’inagibilità della sede scioperano e si radunano davanti all’Iti. La dirigenza promette interventi
TERAMO. Gli studenti dell'istituto professionale Marino tornano a protestare per le condizioni, giudicate non adeguate, delle scuole che li ospitano in seguito alla chiusura del proprio istituto reso inagibile dai terremoti. I ragazzi, attualmente dislocati tra il liceo Milli e l'istituto tecnico industriale Alessandrini, lamentano aule senza finestre e termosifoni, disagi nell'utilizzo della palestra, ma soprattutto l'impossibilità di seguire i laboratori, fattore non secondario in un istituto professionale che fa delle lezioni pratiche il suo punto di forza, soprattutto per quei ragazzi che quest'anno si troveranno ad affrontare l'esame di Stato.
Non sono bastate dunque le rassicurazioni ricevute mercoledì mattina dal presidente della Provincia Renzo Di Sabatino che li aveva ricevuti per ascoltare le loro richieste. Ieri mattina i ragazzi e le ragazze del Marino si sono ritrovati in sit-in, questa volta all'interno dell'area dell'Alessandrini, chiedendo un incontro con la dirigente. Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della Digos che hanno ispezionato le aule "incriminate". «Nelle aule che ci hanno riservato all'Itis, non ci sono finestre, o sono serrate, mancano termosifoni e lavagne. Non si può fare scuola così», protestano gli studenti. «Al liceo Milli invece ci hanno confinato in un corridoio che ha un solo bagno per studenti e professori, non possiamo usufruire del bar del liceo e anzi dobbiamo rimanere all'interno dello spazio assegnatoci, altrimenti scatta un allarme. Infine per seguire l'ora di educazione fisica dobbiamo partire dal centro e raggiungere la palestra dell'Alessandrini, perdendo ovviamente la maggior parte del tempo nel tragitto».
Il problema più sentito tuttavia rimane quello dell'impossibilità di utilizzare i laboratori. Nel corso del sit-in i ragazzi avevano minacciato di protrarre lo sciopero fino a quando non fossero state ristabilite le condizioni di studio, rivendicando il diritto di poter usufruire dei servizi scolastici alla pari degli altri studenti della città. Tuttavia dopo un colloquio con il vice preside dell'Alessandrini, Roberto Arduini, che avrebbe garantito per lunedì l'apertura, almeno, del laboratorio di meccanica, i ragazzi avrebbero deciso per una tregua, minacciando tuttavia di tornare a incrociare le braccia qualora la promessa non sia mantenuta.
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