Rendiconto da approvare: consiglio fissato il 5 giugno

13 Maggio 2023

Il presidente dell’assise Melarangelo: «Le polemiche sono prive di fondamento, abbiamo rispettato le indicazioni del prefetto. I ritardi? Sono legati al voto» 

TERAMO. «Le polemiche non hanno nessun fondamento: abbiamo atteso che la documentazione fosse completa, che giungesse il parere favorevole dei revisori dei conti e inviato a quel punto il rendiconto ai consiglieri comunali. Come da indicazioni della Prefettura, che abbiamo rispettato, è stato infine convocato (per il 5 giugno, ndc) il consiglio comunale per la discussione e l'approvazione del documento». Spiega così il presidente del consiglio comunale Alberto Melarangelo, candidato alle amministrative nella lista del Pd a sostegno di Gianguido D'Alberto, l'iter seguito per la presentazione e approvazione del rendiconto 2022.
Un percorso che è stato oggetto di critiche, relativamente alla tempistica, da parte degli avversari del sindaco uscente: consiglieri di opposizione e candidati alle amministrative nei giorni scorsi hanno polemizzato sul fatto che il rendiconto di gestione del Comune non fosse stato approvato entro la scadenza fissata per legge al 30 aprile. Uno slittamento che fa scattare, così come è avvenuto lo scorso 8 maggio per 30 comuni della provincia di Teramo (da Alba a Civitella, da Giulianova a Campli, da Bellante a Castelli, per citarne alcuni), un sollecito da parte della Prefettura affinché le amministrazioni inadempienti si adoperino per convocare un consiglio comunale all'interno del quale procedere con l'approvazione dell'importante atto economico. La giunta comunale di Teramo aveva approvato due settimane fa il rendiconto e ieri ha fissato al 5 giugno il consiglio comunale.
«La scadenza è intervenuta in un momento particolare per il nostro comune, cioè con le elezioni alle porte. Questo di per sé ha creato dei rallentamenti sui tempi. Noi non potevamo fare altro che attendere il completamento degli adempimenti, tanti e complessi, degli uffici. Ed è proprio agli uffici che chi fa polemiche inconsistenti dovrebbe forse portare più rispetto: a partire dai consiglieri in carica che conoscono il tipo di lavoro che richiede il rendiconto e le procedure che vanno seguite», conclude Melarangelo, sottolineando che se non si fosse in campagna elettorale probabilmente intorno a questo ritardo non ci sarebbe stato tanto rumore.
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