Residenza anziani, c’è il progetto: la riapertura entro febbraio 2024

Pronti 3,5 milioni per la struttura: ci saranno 25 posti letto per malati di Alzheimer e il distretto di base Di Giosia (Asl): coniugate due realtà per dare risposte al territorio. L’assessore Verì: spazio strategico
GIULIANOVA . Residenza sanitaria da 25 posti per anziani con demenza senile o Alzheimer e il distretto sanitario di base con figure specialistiche, compresa la guardia medica, che dovrebbe essere pronto per febbraio 2024. È il progetto per la riapertura della struttura di bivio di Bellocchio a Giulianova, finanziato con 3,5 milioni, presentato ieri mattina nei locali della Rsa dai vertici della Asl, il direttore generale Maurizio Di Giosia insieme ai direttori sanitario Maurizio Brucchi e amministrativo Franco Santarelli, dall’assessore regionale alla salute Nicoletta Verì e dal sindaco Jwan Costantini. Presenti anche Valerio Profeta, responsabile del dipartimento di assistenza sanitaria territoriale, Eleonora Sparvieri, che è stata responsabile del centro Covid aperto nella Rsa fino al 31 ottobre scorso, e l’assessore regionale al sociale Pietro Quaresimale.
«Parte della Rsa sarà destinata ad accogliere il distretto sanitario, oltre alla guardia medica e ai servizi di igiene epidemiologia e sanità pubblica, igiene degli alimenti e nutrizione e prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro», spiega Di Giosia, «inoltre apriremo un centro per malati di Alzheimer e demenze in genere con 25 posti letto che, oltre ad avere propri medici, usufruirà anche degli specialisti che saranno impiegati nel distretto. Abbiamo coniugato due realtà che ci consentiranno anche di dare risposte alle aspettative dei lavoratori in attesa». Il manager indica tempi certi per l’apertura del centro. «Presto sarà pronto il progetto esecutivo», afferma, «saranno chieste le autorizzazioni e dopo bisognerà fare i lavori di adeguamento sia per la Rsa che per l’area del distretto. In base a tutto questo si arriverà a febbraio». Costantini sottolinea l’importanza della struttura per il territorio. «È baricentrica, chiusa per 17 anni e aperta in una notte durante l’emergenza Covid», afferma il primo cittadino, «la buona politica non si è fermata e ha trovato una soluzione per riattivarla». Verì ringrazia gli operatori che, durante la pandemia, hanno lavorato nella Rsa. «Questa struttura risponde alla rete territoriale che abbiamo presentato al ministero, una delle prime approvate», fa rilevare, «qualcuno dice che abbiamo impiegato tempo, rispondo ben venga quel tempo che abbiamo impiegato per dare le risposte certe sul futuro di uno spazio così importante». Il segretario provinciale della Cgil Pancrazio Cordone si dice soddisfatto per l’annunciata riapertura della Rsa che però avrà 20 posti in meno, rispetto ai 45 previsti, per le cure agli anziani.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

