Residenze “fantasma” in Italia: i trucchi per avere l’indennità

9 Agosto 2023

Tra i 186 denunciati dai carabinieri anche una donna romena tornata in patria dopo un mese di lavoro Coppia di conviventi teramani non dichiara la proprietà di un’abitazione per percepire due indennizzi 

TERAMO. C’è la coppia di conviventi teramani che omette di dichiarare la casa di proprietà e c’è la donna romena tornata nel suo Paese dopo un mese di lavoro che certifica di essere residente in Italia: stratagemmi diversi con l’obiettivo comune di percepire il reddito di cittadinanza senza averne i requisiti.
Le storie si rincorrono negli atti d’indagine a riflettere l’immagine di un Paese in cui tutto è sempre possibile fino a quando non scatta l’inchiesta giudiziaria a definire l’illecito. E nei giorni dello stop definitivo all’indennità e dell’allarme sociale lanciato dai Comuni, l’ultima indagine del comando provinciale dei carabinieri ha messo insieme 186 denunciati e una truffa allo Stato da circa un milione. L’attività, svolta in particolare dai militari della stazione di Teramo della locale compagnia e da quelli della stazione di Martinsicuro in collaborazione con i colleghi del Nucleo tutela lavoro, ha portato alla luce alcuni meccanismi che sono all’esame degli investigatori e per cui non sono escluse ulteriori novità.
L’ipotesi di reato, prevista inizialmente come truffa e poi come indebita percezione di erogazioni pubbliche, è stata meglio definita nel decreto legge del 28 gennaio 2019 coordinato con la legge di conversione del 28 marzo 2019 riguardante proprio le disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e pensioni che all’articolo 7 stabilisce: «Salvo che il fatto non costituisca più grave reato, chiunque, alfine di ottenere indebitamente il beneficio rende o utilizza dichiarazioni o documenti falsi attestanti cose non vere, ovvero omette informazioni dovute, è punito con la reclusione da due a sei anni». Dei 186 denunciati dai carabinieri, 147 sono stranieri che hanno falsamente attestato di risiedere in Italia da almeno 10 anni: requisito indispensabile per consentire ai cittadini stranieri e disoccupati di percepire il reddito di cittadinanza. Nel Teramano la lotta ai furbetti del reddito di cittadinanza è iniziata da anni, da quando la misura è stata introdotta. Tanto è vero che per molti ci sono fascicoli giudiziari già in fase dibattimentale.
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