Restano i sigilli ai conti del consulente del lavoro

9 Maggio 2015

TERAMO. Consulente del lavoro accusato di aver fatto assunzioni e licenziamenti fittizi di amici e parenti per truffare lo Stato: il tribunale del Riesame ha rigettato il ricorso presentato dalla...

TERAMO. Consulente del lavoro accusato di aver fatto assunzioni e licenziamenti fittizi di amici e parenti per truffare lo Stato: il tribunale del Riesame ha rigettato il ricorso presentato dalla difesa e ha confermato il sequestro delle somme sui conti del professionista finito nel registro degli indagati con altre cinque persone tra cui moglie e figlio. Per la procura (l’indagine è del pm Stefano Giovagnoni) il professionista, approfittando del suo ruolo di consulente per alcune imprese del territorio teramano, avrebbe fatto figurare falsamente che i cinque erano stati assunti e poi licenziati dalle società per le quali in realtà non avrebbero mai lavorato.

Questo, tutto naturalmente fatto all’insaputa delle società, per consentire agli altri di poter percepire il nuovo ammortizzatore sociale dell’Aspi, un’indennità di disoccupazione che consente di avere una sorta di indenizzo a chi resta senza lavoro. Nei giorni scorsi la procura ha disposto il sequestro per equivalente di una somma di circa 95mila euro. Somma costituita da conti correnti e libretti di risparmio.