Ribaltone fra i due Gal al Consiglio di Stato

In secondo grado data la sospensiva al “Terreverdi teramane”, che potrà avere i fondi dalla Regione
TERAMO. È l’ennesimo colpo di scena nella querelle che vede contrapposti, in sostanza, due Gal. Il Consiglio di Stato ha infatti accordato una sospensiva al Gal “Terreverdi teramane”, presieduto da Pasquale Cantoro. Il Tar Abruzzo, infatti, con una sentenza di settembre, aveva dato sostanzialmente ragione dall’altro Gal, il “Gran Sasso Laga” presieduto da Carlo Matone. In sostanza il Gruppo di azione locale – un consorzio di enti e privati finanziato con fondi europei per lo sviluppo di un’area rurale – di Cantoro, escluso in prima battuta dalla graduatoria stilata dalla Regione, ora è tornato in pista.
«Il Consiglio di Stato, con l'ordinanza pubblicata il 30 novembre, ha sconfessato la sentenza con la quale la sezione dell'Aquila del Tar Abruzzo aveva riammesso in graduatoria il Gal Gran Sasso Laga a discapito del Gal Terreverdi Teramane» commenta l'assessore regionale Dino Pepe, secondo cui la pronuncia dei giudici amministrativi «fa emergere con chiarezza il corretto operato dell'amministrazione regionale e che finalmente dopo tante parole spese con estrema leggerezza, restituisce giustizia facendo emergere il nostro corretto operato. In particolare è stata condivisa dai giudici di secondo grado la tesi sostenuta dalla Regione, secondo cui il Tar ha errato non riconducendo la proroga del termine ai poteri spettanti al direttore del dipartimento, in qualità di autorità di gestione del Piano di sviluppo rurale. I giudici della terza sezione del Consiglio di Stato hanno inoltre condiviso l'esigenza, argomentata dalla Regione, di non impedire l'erogazione dei finanziamenti e l'attuazione degli interventi localizzati nei territori colpiti dal sisma e dalle eccezionali nevicate del 2016/2017, per non rischiare di perdere i finanziamenti comunitari connessi al Psr. Una grande soddisfazione per chi si è battuto in questi anni per la tutela e la valorizzazione degli interessi della collettività abruzzese e teramana. In questo senso devo ringraziare la competenza e la professionalità dell’Avvocatura regionale e del Dipartimento regionale dello sviluppo rurale».
Il Consiglio di Stato, in effetti, dirà definitivamente la propria nella sentenza di merito attesa per il 18 aprile 2019. Nel frattempo, però, nella sospensiva dà l’autorizzazione alla Regione a erogare i fondi al Gal “Terreverdi teramane”, ma facendo balenare la possibilità di risarcimenti successivi.
I giudici del Consiglio di Stato danno anche una stringata motivazione della concessione della sospensiva della sentenza del Tar, che quindi fa tornare in vigore la graduatoria della Regione. Tutto nasce dal prolungamento della scadenza del bando per partecipare all’assegnazione dei fondi: doveva scadere il 9 settembre 2016 ma è stato prorogato al 12 settembre. In effetti in un primo momento la Regione aveva negato la proroga, chiesta dalla Gal “Costa dei Trabocchi”: il 6 settembre il dirigente del servizio regionale per le politiche per l’inclusione e lo sviluppo delle aree rurali aveva respinto l’istanza. Ma il direttore del dipartimento politiche dello sviluppo rurale – scrivendo nell’atto che si sostituiva al competente dirigente regionale – ha disposto la proroga di tre giorni. Ora il Consiglio di Stato dice che il Tar non ha tenuto conto «della possibile riconducibilità della proroga del termine ai poteri spettanti al direttore del dipartimento, in qualità di autorità di gestione del Psr Abruzzo 2014/2020 (in base ai quali aveva adottato linee guida comprensive dell’indicazione del termine originario oggetto di proroga)». (a.f.)
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