Ricatto a luci rosse, condannato a 6 anni

3 Ottobre 2017

Silvi, imputato di estorsione e minacce a un imprenditore: «Se non mi paghi dico che hai violentato la mia convivente»

SILVI. Per settimane ha estorto soldi ad un imprenditore del posto con la minaccia di denunciarlo per violenza sessuale della sua convivente (per la Procura fatto mai avvenuto). Mesi di ricatti e intimidazioni, anche con un coltello, finiti prima con l’arresto e poi con la condanna a sei anni e dieci mesi. Perchè è questa la pena che, in primo grado, il gup Giovanni De Rensis ha inflitto ad un cittadino colombiano 31enne residente a Silvi al termine di un rito abbreviato in cui l’uomo era imputato di estorsione, furto con strappo, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti, porto d’armi e oggetti atti ad offendere.
Secondo la ricostruzione fornita all’epoca dalla polizia (l’uomo a maggio è stato arrestato dagli agenti del commissariato di Atri) dalla conoscenza occasionale tra l'imprenditore trentenne, il colombiano e la sua convivente sarebbero nati degli incontri . Ma evidentemente tutto era solo una trappola per far sì che l'imprenditore diventasse ricattabile.
Così è iniziato un incubo attraverso messaggi e telefonate, il tutto finalizzato alla minaccia di denunciarlo per violenza sessuale della donna: il silenzio aveva un costo in denaro e oggetti preziosi. In più occasioni, anche attraverso sms, il colombiano avrebbe cercato di spaventarlo mostrandogli un coltello a serramanico. «Sparli di mia moglie, hai raccontato a... che l'hai corteggiata, che figura ci faccio in giro... compà io ti ammazzo, ti taglio la gola... fai una brutta fine, racconto tutto a tuo padre, gli dico che sei un porco», gli avrebbe detto in un'occasione, aggiungendo poi «al mio paese questi problemi si risolvono in due modi...o con le armi o con i soldi». E da qui le continue richieste di soldi per non denunciare.In un'altra circostanza, invece, avrebbe strappato dal polso dell'uomo un orologio del valore di circa 600 euro, dicendogli che gliel'avrebbe restituito dietro il pagamento di una somma di 200-300 euro.
Le minacce sarebbero andate avanti per oltre un mese, fino a quando l’imprenditore ha deciso di denunciare. E così all’ennesima richiesta di soldi non si è presentato da solo. Ad attendere l’uomo e il colombiano c’erano anche gli agenti di polizia che sono entrati in azione nel momento in cui c’è stata la consegna di soldi dall’imprenditore al colombiano poi finito in carcere.
Successivamente la richiesta e l’ottenimento del giudizio immediato da parte della Procura e il ricorso dell’imputato al rito abbreviato che si è concluso con la condanna a sei anni e dieci mesi.
Per lui il pm d’udienza Stefano Giovagnoni aveva chiesto una condanna ad otto anni.
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