Ricerca, patto università-zooprofilattico

Costituita “Petrut”, potrà accedere a finanziamenti e fare progetti su salute pubblica, biodiversità e agroalimentare
TERAMO. Il logo, con un leggero sforzo di fantasia, ricorda una farfalla o comunque la convergenza di due realtà pronte spiccare il volo una con aiuto dell'altra. Il nome, Petrut, evoca le antiche origini di Teramo – come "luogo elevato circondato dalle acque" – e dell'Abruzzo. Con queste suggestioni nasce il patto tra l'istituto zooprofilattico "Caporale" e l'università per affrontare insieme le sfide future della ricerca e dell'alta formazione.
Il battesimo del neonato, che ha già mosso i primi passi, è stato celebrato ieri mattina nella sede di Colleatterrato dell'Izs alla presenza di tutti i "parenti" istituzionali. Primo fra tutti il governatore Luciano D'Alfonso che, sebbene in ritardo, si è presentato all'appuntamento con un regalo benaugurante. La Regione, infatti, ha inserito il completamento della nuova sede collinare dell'istituto zooprofilattico nella tripletta degli interventi prioritari che saranno finanziati in Abruzzo dal ministero dello Sviluppo economico. Annuncio migliore non poteva farlo D'Alfonso, che ha sottolineato di non voler essere «interlocutore occasionale o intermittente» di Petrut, per benedire l'intesa. «C'è un Abruzzo nuovo e moderno che va riconosciuto più che conosciuto», ha sottolineato il governatore riferendosi al curriculum consolidato e alle potenzialità esprimibili dalla sinergia tra istituto e ateneo. La sicurezza alimentare è uno dei fronti sui quali si muoverà l'azione del governo regionale per costruire l'Abruzzo del futuro ed è dunque implicito il coinvolgimento di Petrut e dei suoi genitori. Nell'iniziativa confluiscono patrimoni culturali, scientifici e progettuali i cui contenuti sono stati tradotti in dati dal direttore generale dell'Izs Fernando Arnolfo. «Non è un contenitore vuoto», ha tenuto a precisare, «ma una scelta quasi obbligata per progetti messi in comune e percorsi da esplorare».
Petrut si muoverà su tre linee operative, la salute pubblica, la tutela della biodiversità e l'innovazione agroalimentare, e ha già prodotto i primi risultati. Il ministero dell'Università ha infatti accreditato un dottorato di ricerca, frutto della collaborazione tra ateneo e Zooprofilattico, che si tradurrà in 35 borse per giovani laureati. Questo esempio rende concrete prospettiva e forza del progetto. Le due istituzioni teramane insieme raggiungono quella che il rettore Luciano D'Amico ha definito la «dimensione critica necessaria per l'acquisizione di finanziamenti». Petrut, nella sua fascia di riferimento, ha numeri che la individuano come realtà più grande d'Italia e tra le prime dieci a livello nazionale per qualità operativa. E' il biglietto da visita indispensabile, secondo il rettore, per confrontarsi con le principali istituzioni europee di ricerca. «Per concorrere è necessario presentarsi come Petrut», ha concluso D'Amico, «e non come singole realtà».
Gennaro Della Monica
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