Riciclaggio di denaro, nuovi testi in aula

8 Febbraio 2022

Val Vibrata, in Corte d’assise il processo ai sette nigeriani accusati anche di tratta di essere umani 

TERAMO. È un certosino lavoro di ricostruzione quello che in aula mettono insieme i poliziotti della squadra mobile nella loro veste di testi citati dalla Pubblica accusa nel processo che vede imputati sette cittadini nigeriani accusati di riciclaggio.
Davanti alla Corte d’assise (presieduta da Flavio Conciatori) i sette sono accusati di reati che hanno dall'associazione per delinquere finalizzata alla commissione dell’illecita intermediazione finanziaria, all'autoriciclaggio e riciclaggio transnazionale e alla tratta di esseri umani, in particolare di giovani connazionali da sfruttare come prostitute in Italia. Le ordinanze di custodia all’epoca sono state eseguite tra Marche e Abruzzo dalla squadra mobile di Teramo nell'ambito di un’ operazione coordinata dalla Dda dell'Aquila. L’operazione era nata da una precedente inchiesta scattata sempre nell’ambito di operazioni legate al reato di tratta. L’operazione “Pesha”, appunto dal nome dato alla cellula che da Martinsicuro arriva ad Ancona con, secondo l’accusa, , un giro d’affari illeciti in diversi ambiti. Gli affiliati residenti a Martinsicuro, tre dei quali rivestivano ruoli di responsabilità in un comitato esecutivo della cellula, avevano interessi in particolari branche. Se lo spaccio di droga, più fiorente in altri territori, era un’attività residuale, i nigeriani che operavano nella parte nord della nord della provincia di Teramo gestivano un giro di prostituzione sulla Bonifica del Tronto. Nuova udienza a marzo.(d.p.)
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