Ricorsi per le multe, guerra di cifre Il Pd: «Il Comune trucca i dati»

Secondo la consigliera Di Pasquale le sanzioni impugnate a vario titolo sono oltre novemila «E c’è anche il danno erariale: 50mila euro per le notifiche e si rischia di pagarne altri 300mila»
TERAMO. È guerra di numeri sui ricorsi per le multe registrate dalle telecamere ai varchi della Ztl. La consigliera del Pd Manola Di Pasquale contesta i dati forniti dal Comune sull’impatto della sanatoria parziale prevista per residenti e disabili e sfodera cifre relative alle contravvenzioni impugnate ben più alte.
Secondo l’amministrazione sono state appena una trentina le istanze pervenute dagli automobilisti che, rientrando nelle categorie a cui sono state di fatto scontate le multe antecedenti alla prima notifica, hanno colto lìopportunità di scrollarsi di dosso il peso delle sanzioni economiche correlate. La limitatezza delle impugnazioni in pratica dimostrebbe che, a differenza di quanto sostenuto da opposizione e associazioni che nei mesi scorsi hanno puntato il dito contro il sistema di videosorveglianza entrato in vigore a marzo, la stragrande maggioranza delle 18mila multe registrate finora sono legittime. Per Manola Di Pasquale, invece, le cifre sono truccate o quanto meno riportate in modo scorretto. «Di tutto questo elevato numero di contravvenzioni oltre novemila risultano contestate, con annullamenti di ufficio e impugnazioni al prefetto e al giudice di pace», evidenzia la rappresentante del Pd, «non già trenta o cinquecento come vuole far credere l’amministrazione». Il dato indicato dalla consigliera trae spunto da una serie di considerazioni. «Innanzitutto», precisa, «i ricorsi sono cumulativi e ognuno riporta una media di venti e più multe contestate». A questo, inoltre, bisogna aggiungere tutte le impugnazioni che non rientrano nella sanatoria avviata dal Comune e che rappresenterebbero la massa principale delle contravvenzioni scattate soprattutto nel primo periodo di funzionamento delle telecamere. «L'atto del Comune che consente l’annullamento è datato 29 luglio ed ha previsto un termine fissato per il 15 settembre», fa notare Di Pasquale, per cui è normale che abbia ottenuto un riscontro così basso: i cittadini non hanno avuto il tempo di organizzarsi o comunque avevano già versato l'importo della sanzione».
Il numero dei ricorsi, insomma, sarebbe molto più alto rispetto a quello annunciato dall'assessore al traffico Giorgio Di Giovangiacomo e comporterebbe anche il rischio di un pesante danno erariale per le casse comunali. «Oltre a quello di 50mila euro già generato per le spese di notifica delle contravvenzioni annullate d’ufficio e dal prefetto», spiega la consigliera, «se ne prospetta un altro da oltre 300mila euro per le ulteriori soccombenze a cui va incontro l'amministrazione». La conseguenza, a detta della rappresentante del Pd, non può che essere una:«È ora che Di Giovangiacomo presenti le sue dimissioni».
Gennaro Della Monica
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