Ricorso al Tar dei genitori contro la settimana corta
L’atto è stato firmato da 71 persone: chiedono il blocco del nuovo orario che scatterà a settembre alle medie e dal secondo quadrimestre alle elementari
GIULIANOVA. Il ricorso al Tar contro la settimana corta è stato depositato due giorni fa dai genitori contrari. 71 sono state le firme depositate, tutte autocertificate e appartenenti a familiari che hanno uno o due figli nelle scuole interessate, per la presentazione. Molte altre famiglie non favorevoli alla riduzione dell’orario, tuttavia, hanno partecipato, supportando economicamente l’iter legale.
«I genitori non vogliono questa settimana corta e fanno ricorso al Tar», hanno fatto sapere le famiglie tramite una nota, «Tardivi e inutili giungono i tentavi dell’istituto comprensivo statale I di Giulianova di mettere tutti d’accordo sulla questione della settimana corta». La settimana scorsa, infatti, dopo le proteste dei genitori – e anche dell’amministrazione comunale – per non essere stati interpellati e coinvolti prima (l’amministrazione avrebbe voluto saperlo prima per organizzare trasporti e mense) che la decisione fosse presa dal consiglio d’istituto lo scorso 1° luglio, la dirigente scolastica Carmen Di Odoardo ha incontrato il sindaco Francesco Mastromauro. In quella riunione, la preside ha informato Mastromauro, il vicesindaco Nausicaa Cameli e il dirigente Andrea Sisino che l’istituto, nel consiglio del 27 luglio, aveva stabilito di iniziare la settimana corta da settembre per le medie, visto che gli orari sarebbero rimasti invariati (con ore da 50 o 55 minuti) e non ci sarebbe stato bisogno di servizio mensa, mentre per le elementari, se ne sarebbe discusso in tavoli con genitori e amministrazione a settembre, per iniziare con il nuovo orario eventualmente dal secondo quadrimestre. «Le famiglie che hanno deciso di procedere per vie legali contro la settimana corta», hanno continuato i genitori, supportati dai legali Gabriele Silvestri e Fabio Liberatore di Sulmona, «adottata dal consiglio d’istituto del primo luglio e ribadita, sostanzialmente, nella seduta del 27, intendono esprimere tutta la loro contrarietà ai consistenti cambiamenti apportati, in modo unilaterale, all’organizzazione scolastica, senza che genitori e docenti fossero coinvolti in tale decisione. I genitori hanno subito, per la scuola media, o subiranno, ad anno in corso per la scuola elementare, una nuova organizzazione oraria, nonostante abbiano iscritto i propri figli ad un istituto che proponeva loro la settimana lunga all’atto d’iscrizione». Tale pratica, hanno concluso le famiglie, risulta illegittima in base a quanto disposto ampiamente dalla normativa scolastica (in primis gli articoli 7, 10, 396 del Dlgs 297/94). Le famiglie, dunque, hanno visto calpestare i propri diritti. «I docenti», hanno concluso i genitori, «verranno chiamati a settembre a scegliere l’orario della settimana corta, adottata, però, il 1° luglio senza ascoltare il parere didattico del collegio».
Margherita Totaro
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