Ricostruzione, c’è il patto per la legalità

12 Giugno 2021

Istituzioni unite nel rispetto delle norme e della sicurezza dei cantieri. Legnini: «Binomio tra semplificazione e controlli»

TERAMO. Non solo semplificazione burocratica e accelerazione della ricostruzione: il territorio, le aziende, le istituzioni e il commissario Giovanni Legnini hanno firmato anche il patto per vigilare sulla legalità, proteggendo il post-sisma del 2016 dalla concorrenza sleale e le possibili infiltrazioni mafiose e per garantire la sicurezza e il rispetto dei diritti dei lavoratori impiegati. Il protocollo è stato firmato ieri mattina nel parco della Scienza di Teramo dall’ufficio speciale per la ricostruzione, dai comuni del cratere teramano e dalla Provincia, dai sindacati e dalle associazioni di categoria interessate e da enti quali Ater, Asl, Ispettorato del lavoro, Inail e Inps, alla presenza anche di rappresentanti delle forze dell’ordine. Padrone di casa era il prefetto di Teramo Angelo De Prisco, che ha lavorato al protocollo e lo ha presentato insieme al commissario alla ricostruzione Legnini, al responsabile della missione antimafia del post sisma Carmine Valente, al sindaco Gianguido D’Alberto, al presidente della Provincia Diego Di Bonaventura e all’assessore regionale al lavoro Pietro Quaresimale.
IL PATTO TERAMANO. Il protocollo di Teramo, che segue quello già attivato a Macerata, sarà applicato a tutti i cantieri della ricostruzione pubblica e privata e punta a prevenire fenomeni come il lavoro nero o grigio, il dumping contrattuale, fenomeni elusivi, la concorrenza sleale, l’evasione contributiva e a garantire il rispetto della sicurezza. Il patto territoriale teramano è arrivato in attuazione anche dell’intesa trovata ad aprile tra struttura tecnica, gli 11 prefetti del cratere e la ministra degli Interni Luciana Lamorgese.
«Ringrazio i prefetti De Prisco e Valente per l’impegno profuso nella messa a punto del protocollo, che ci permette di coniugare la forte semplificazione normativa che c’è stata nell’ultimo anno, che ha portato a quadruplicare le pratiche approvate, con il rafforzamento dei controlli di legalità», ha detto il commissario Legnini, aggiungendo: «Le insidie principali si annidano lì dove ci sono lungaggini e cavilli. Quando le cose sono semplici, cresce la responsabilità degli attori. E noi facciamo sul serio».
Il prefetto antimafia per la ricostruzione post-sisma 2016 Valente, che ha lavorato al protocollo, ha spiegato: «È necessario evitare che la mafia entri negli appalti, con accertamenti alle aziende iscritte all’elenco speciale, garantendo anche maggiore tranquillità per le autorità». Se per il prefetto De Prisco il testo del protocollo «risulterà efficace per garantire sicurezza e legalità insieme all’accelerazione della ricostruzione», il presidente della Provincia Di Bonaventura ha elogiato «l’approccio diverso dei controlli, che saranno a valle e non solo a monte». Ha aggiunto il sindaco e rappresentante dell’Anci D’Alberto: «Questo è un momento importante: ora abbiamo gli strumenti normativi che noi sindaci abbiamo chiesto per quattro anni». L’assessore Quaresimale ha invece annunciato l’impegno della Regione verso «il potenziamento dei centri per l’impiego, per formare più persone per le aziende impegnate nella ricostruzione».
IL GRUPPO DI LAVORO. Nell’occasione della firma del protocollo, il commissario per la ricostruzione Legnini ha reso noto di aver sottoscritto anche il decreto di costituzione di un gruppo di lavoro della struttura commissariale per il monitoraggio e i controlli dei cantieri e degli incarichi ai professionisti. In tale ambito, i controlli nei cantieri si avvarranno del badge e del settimanale di cantiere. Il gruppo di lavoro della struttura commissariale, guidato dall’ex procuratore generale di Perugia Fausto Cardella, in particolare sarà chiamato ad analizzare tutti i dati, quali mappatura dei cantieri, elenco delle imprese che vi operano, la relativa compagine societaria, la forza lavoro e la congruità dei mezzi impiegati, allo scopo di individuare situazioni critiche o sospette. Il gruppo, oltre a partecipare ai tavoli di monitoraggio presso le prefetture, dovrà analizzare e monitorare gli esiti dell’attività di controllo a campione eseguita sui professionisti iscritti all’elenco speciale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA