Ricoveri in calo, ad Atri si pensa di riaprire l’area chirurgica

21 Aprile 2020

Marini: «Ma per restituire l’ospedale alla normalità dovrà esserci il test rapido al pronto soccorso» Giulianova apre la struttura per Covid in guarigione e progetta un doppio percorso per chi si ricovera

TERAMO. La tregua dei numeri apre spiragli: nessuna vittima nelle ultime 24 ore e ricoveri in calo (sono 65 di cui 52 ad Atri e 13 a Teramo, con 9 in terapia intensiva e 14 di fuori provincia). Dati che fanno la cronaca del presente ma anche del futuro con Enrico Marini, coordinatore dell’ospedale Covid di Atri, che dice: «Stiamo pensando alla fase 2, a riaprire l’area chirurgica per far riprendere gli interventi». Il medico, da settimane in prima linea insieme a tanti altri colleghi, racconta che ora ci sono dalle due alle quattro dimissioni al giorno. «Numeri importanti», dice, «da cui partire per la fase 2. Ma per avviare questa riorganizzazione è indispensabile avere il test rapido al pronto soccorso. Senza questo servizio di diagnostica, che ci assicura in tempi rapidissimi se abbiamo un paziente Covid, non si può ripartire. Ma su questo sono ottimista e speriamo di poter partire con la fase 2 già da fine mese».
GIULIANOVA. Ieri mattina la Asl ha messo un’altra bandierina sulla mappa della battaglia contro il coronavirus: è stata aperta la Rsa di Bivio Bellocchio a Giulianova, che ospiterà 22 pazienti Covid in via di guarigione e dimessi dagli ospedali. Ieri il personale della coop affidataria guidato da Erso Nori ha preso possesso della struttura, da oggi dovrebbero cominciare ad arrivare i pazienti. Il sindaco di Giulianova Jwan Costantini ha visitato la Rsa, dichiarando: «La soddisfazione è tanta, dopo tanti anni finalmente vediamo aperta questa struttura che era destinata ad altro ma che ora sarà fondamentale nella lotta a un virus con il quale dovremo combattere ancora a lungo». Sempre ieri Costantini ha fatto visita all’ospedale “Maria Santissima dello Splendore”, accompagnato dal presidente del consiglio Paolo Vasanella, da Paolo Calafiore della task force di medici della Asl di Teramo per l’emergenza Covid-19 e dal responsabile del pronto soccorso Carmine Galiè. «Con i primari e il dottor Calafiore della task force si è pensato di strutturare i ricoveri secondo due percorsi differenti», dichiara il sindaco, «uno per pazienti sospetti Covid e l’altro per coloro che hanno necessità di ricoverarsi per altre patologie. Tutto questo per evitare qualsiasi tipo di contatto e scongiurare ogni possibilità di contagio. Ribadiamo quindi che il nostro ospedale continua a garantire i servizi sanitari e coloro che ne hanno bisogno possono usufruirne, in totale sicurezza».
CASE DI RIPOSO. La buona notizia ufficiale ancora non c’è, perché fino a ieri mancava ancora parte delle risposte relative ai pazienti, ma di sicuro oltre 400 dei 480 tamponi effettuati nelle case di riposo De Benedictis di Teramo e Alessandrini di Civitella, sia al personale che agli anziani ospiti, sono risultati negativi. Le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil e Ugl in una nota esprimono «grande soddisfazione», aggiungendo: «In un periodo in cui molte Rsa sono finite al centro di polemiche e in talune situazioni sono divenuti veri e propri casi di emergenza sanitaria, apprendere l’esito di questi esami conferma, per quanto ci riguarda, l’estrema scrupolosità con cui viene gestito in queste strutture un servizio così delicato, nonché la professionalità di coloro che vi operano. Nell’augurarci che i controlli alle case di riposo di Nereto e Sant’Omero diano lo stesso esito, vogliamo ricordare ai cittadini che le criticità che ci hanno portato a manifestare presso i cancelli della De Benedictis e sotto il palazzo della Prefettura permangono in tutta la loro dimensione e gravità. La buona gestione dell’emergenza Covid da parte delle case di riposo è una ragione in più per non lasciare queste persone sole e per riprendere ragionamenti fondamentali per garantire un futuro alla Asp1». I sindacati avevano evidenziato che l’azienda per i servizi alla persona da cui dipendono le case di riposo di Teramo e della Val Vibrata ha accumulato milioni di debiti.(red.te)
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