Riesplode la protesta contro il centro di raccolta dei rifiuti

Manifestano in 50 a Fonte dell’Olmo, con loro i consiglieri Ciancaione e Pavone e il coordinatore del M5S Talamonti
ROSETO. I cittadini non si arrendono e continuano a dire no al centro di raccolta rifiuti e al centro del riuso nel terreno a sud dello stadio Fonte dell'Olmo. Circa 50 persone ieri mattina hanno partecipato alla manifestazione “No rifiuti a Fonte dell'Olmo”, organizzata dal comitato "No al centro di raccolta rifiuti nel cuore della cittadella dello sport”, alla quale si sono unite le associazioni ambientaliste, le guide del Borsacchio, alcuni cittadini che abitano nella zona, i consiglieri comunali Rosaria Ciancaione ed Enio Pavone e il coordinatore locale dei 5 Stelle Luigi Talamonti. I lavori sono iniziati tre giorni fa, ma c'è ancora un ricorso al Tar pendente e le 1.318 firme dei cittadini che non vogliono i due centri lì ma all'autoporto, dove c'è già un centro di raccolta pronto ormai da un anno dopo i lavori di messa a norma ma mai riaperto.
«Siamo qui perché non vogliamo il centro di raccolta rifiuti a Fonte dell’Olmo, il sito più idoneo è quello dell’autoporto», dice la presidente del comitato, Monia Petraccia, «inoltre ci sarebbe un problema per il traffico all’incrocio tra la statale 16 e via Fonte dell’Olmo, dove entrerebbero i camion: lì già ora la viabilità è critica». Con la realizzazione dei due centri è stato eliminato inoltre l’unico scarico comunale per i camper e, almeno per il momento, non ne è stato previsto un altro.
Anche la consigliera Ciancaione, che per prima in consiglio comunale ha dato il via alla contestazione sulla localizzazione dei due centri, ieri è stata in prima linea. «La manifestazione così partecipata dimostra ancora una volta che i rosetani non vogliono il centro raccolta rifiuti nella cittadella dello sport», evidenzia Ciancaione, «è inconcepibile l’ostinazione dell’amministrazione comunale che sembra una sfida, un’esigenza forse per affermare un potere fine a se stesso, in completa assenza di un’autorevolezza che avrebbe indirizzato la scelta su altri luoghi più adeguati come l’autoporto che, voglio ricordare, ha già un centro di raccolta che l’assessore Petrini ha annunciato a più riprese in fase di riapertura».
Pavone sottolinea il mancato confronto con i cittadini sui due centri. «Dal punto di vista giuridico non possiamo impedire questi lavori, a meno che il Tar non si pronunci a favore del ricorso», aggiunge Pavone, «altra cosa sono le scelte politiche dell’amministrazione Di Girolamo-Ginoble che è andata avanti senza ascoltare i cittadini. Mi auguro che quando si andrà a votare le persone tengano conto di questo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

