Rifiuti, cambia la guida del Mote: arriva Salini, scoppia la polemica

L’ex capo dello staff di D’Alberto eletto nuovo amministratore unico della società che serve 11 comuni Determinante il voto pesante del capoluogo, azionista di maggioranza con il 49 per cento delle quote
TERAMO. Cambio, con coda polemica, alla guida del Mote. L’assemblea dei sindaci dei 21 Comuni che fanno parte della società di gestione dei rifiuti ha eletto ieri Nicola Salini come nuovo amministratore unico. Si è conclusa così, dopo nove anni e tre mandati consecutivi, l’esperienza di Ermanno Ruscitti alla guida dell’azienda pubblica che si occupa di igiene urbana e altri servizi per conto di 11 centri dell’entroterra teramano. Determinante è stato il ruolo del Comune di Teramo, rappresentato nella seduta di ieri dal sindaco Gianguido D’Alberto, che non il 49 per cento delle quote è il socio di riferimento del Mote.
Non è stato un caso, dunque, che la scelta per l’incarico di vertice sia caduta proprio su Salini. Quest’ultimo, proveniente dalla struttura commissariale per ricostruzione post-sisma del Centro Italia guidata da Giovanni Legnini, nel recente passato è stato per un breve periodo capo dello staff di D’Alberto in municipio e in precedenza anche presidente dell’Ater. Per il primo cittadino teramano, però, l’innegabile «vicinanza personale» con il nuovo amministratore unico non rappresenta il fattore principale che ha orientato la decisione. «La sua è una figura che esprime capacità istituzionale per i ruoli che ha già ricoperto», tiene a precisare D’Alberto, «nel dialogo costante con i sindaci e in una funzione di traino e coordinamento degli enti». Il primo cittadino ringrazia Ruscitti «per l’attività svolta in questi anni e per l’importante patrimonio che lascia», evidenziando il compito affidato a Salini di proseguire lungo il percorso che, anche tramite il recente accordo operativo siglato dal Mote con la Team, società in house del Comune di Teramo per la cura dell’igiene urbana, mira a creare un polo pubblico provinciale capace di farsi spazio nella nuova fase di gestione del ciclo dei rifiuti su scala nazionale. L’obiettivo è insomma di creare «un punto di riferimento per tutti i Comuni» con il sostegno del capoluogo. D’Alberto evidenzia che gli altri sindaci hanno condiviso questa linea, ma la designazione di Salini lascia comunque uno strascico polemico.
Al primo cittadino di Valle Castellana Camillo D’Angelo non è andato giù il metodo «imposto» da D’Alberto. «Non è mai accaduto che un Comune, che ha già deliberato il recesso dalla società e non le ha affidato neppure i servizi, ne scelga l’amministratore», afferma, «Teramo ha la maggioranza, ma non è corretto che abbia deciso da solo». D’Angelo sottolinea, infatti, che per la gestione dei rifiuti il capoluogo si affida alla Team, mentre il Mote serve 11 piccoli centri dell’area interna che però non hanno avuto voce in capitolo nella designazione. «Non siamo contro Salini, anzi a noi va bene», puntualizza D’Angelo, «ma avremmo voluto decidere unitamente al Comune di Teramo e per questo avevamo chiesto, senza maggiorazione di spesa, di inserire due membri del Cda in rappresentanza delle amministrazioni che hanno piccole quote societarie, ma hanno permesso in questi anni la sopravvivenza del Mote. La rappresentanza ci è stata di fatto negata, il voto è stato politico: il mio Comune uscirà subito dalla società». (g.d.m.–a.d.f.)
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