Rifiuti, dalla Val Vibrata resistenze al gestore unico

29 Settembre 2015

Nel comitato dei sindaci non c’è unanimità ma la maggioranza vuole accelerare Tra gli obiettivi c’è rilevare il Cirsu, nel mirino di gruppi privati dopo il crac

TERAMO. Si è insediato ieri sera il comitato ristretto dei sindaci sui rifiuti, l’organismo che nelle intenzioni della Provincia dovrebbe spianare la strada alla gestione unica della raccolta e dello smaltimento degli scarti urbani tra tutti i comuni teramani. La maggioranza dei presenti è d’accordo a intraprendere tale percorso, ma si registrano resistenze da parte della Val Vibrata.

Il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino ha introdotto i lavori dicendo che l’obiettivo è anticipare i tempi rispetto al percorso previsto dalla legge regionale. «Tanto», ha detto in sintesi, «l’Agir (l’autorità costituita allo scopo dalla Regione, ndr) lo farà comunque, anche se cammina lentamente. Noi dovremmo abbattere i tempi e creare una società interamente pubblica di coordinamento, non di gestione. La gestione poi eventualmente si potrà fare in house». Di Sabatino ha sottolineato che il soggetto che si andrebbe a costituire potrebbe partecipare a un concordato fallimentare per rilevare il Cirsu, il consorzio rifiuti di Giulianova e Roseto, recentemente dichiarato fallito. Il Cirsu, visti gli impianti di cui dispone e disporrà (ovvero la mega discarica in via di realizzazione), è un’autentica miniera d’oro. Per questo ci sarebbero già gruppi privati pronti a piombare nella causa di fallimento.

Il sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro ha ribadito la propria idea di creare una holding tra i quattro consorzi della provincia e ricordato che con gli altri sindaci del Cirsu ha proposto appello contro il fallimento, quello di Teramo Maurizio Brucchi ha sottolineato per conto del MoTe che «l’obiettivo di fondo è l’autonomia di questo territorio, che oggi non c’è». Brucchi è dunque per il gestore unico, e sostiene che conta poco la futura sentenza d’appello sul Cirsu: le forze, secondo lui, andranno unite comunque.

Il primo cittadino di Atri Gabriele Astolfi per il Piomba-Fino ha dato anche lui la disponibilità al gestore unico pur sottolineando le difficoltà che ci sarebbero, poi sono arrivate le dolenti note. Rando Angelini di Sant’Egidio, uno dei rappresentanti della Val Vibrata, ha espresso forte scetticismo: «Non siamo riusciti a fare l’AdaTe, come si può pensare di fare il gestore unico?». Brucchi ha chiesto allora ai vibratiani: ci state o non ci state? E il sindaco di Colonnella Leandro Pollastrelli, presidente dell’Unione dei Comuni, ha risposto: «Non siamo contrari in assoluto, ma prima mettiamo sul tavolo tutte le carte». Una risposta che ha fatto arrabbiare non poco il sindaco di Roseto Enio Pavone.

Alla fine, il succo della riunione d’insediamento è stato: chi ci vuol stare ci sta, alla totalità dei comuni si arriverà in una seconda fase.(d.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA