Rifiuti, il Consiglio di Stato boccia la Tari

2 Agosto 2024

Respinto l’appello della giunta contro la sentenza del Tar che ha dichiarato irregolare la tassa pagata dagli utenti nel 2023

ROSETO. Le tariffe pagate per la tassa sui rifiuti del 2023 sono irregolari. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato respingendo definitivamente l’appello del Comune che ha impugnato la sentenza del Tar. La decisione del massimo organo della giustizia amministrativa è arrivata nell’udienza tenuta mercoledì. Il Tar aveva accolto il ricorso presentato dalle associazioni di operatori turistici e balneatori che riguardava il pagamento della quota variabile della tassa sui rifiuti (Tari), condannando l’ente anche al pagamento delle spese legali. Questo perché, come spiega la consigliera di minoranza e capogruppo di “Liberi progressisti” Rosaria Ciancaione, unica ad aver votato in aula contro le delibere contestate, «non erano state adeguatamente motivate le circostanze straordinarie che avrebbero pregiudicato gli obiettivi indicati nel piano economico e finanziario con la conseguente richiesta ai cittadini di somme non dovute». È lei stessa a precisare che «a questo punto il Comune deve dare esecuzione alla sentenza con un’operazione di conguaglio non semplicissima per gli uffici che, tra l’altro, andrà a rideterminare le tariffe, spostando la somma di 900mila euro dai costi fissi ai costi variabili con un balletto di tariffe per cui molti contribuenti rischiano di vedersi addebitare maggiori somme rispetto a quelle già pagate. Un balletto di tariffe che comunque impone al Comune di restituire ai contribuenti la maggiore somma di 85mila euro caricata sul piano economico e finanziario con la revisione straordinaria della Tari 2023 annullata dal Tar». E aggiunge: «Oltretutto, quasi magicamente, nelle tariffe tari 2024, le cui cartelle stanno arrivando nelle nostre case in questi giorni, anche con aumenti fino al 9%, i valori dei costi fissi e variabili tornano a quelli del 2022. Davvero tanta confusione».
La questione è stata portata alla luce da Ciancaione nel corso del consiglio comunale di mercoledì dove si è acceso il dibattito. Questo, come spiega la consigliera «dopo aver constatato sul sito della giustizia amministrativa l’esito negativo della richiesta di sospensiva, che mina fortemente la fiducia tra cittadini e Comune che, soprattutto in capo tributario, non dovrebbe mancare mai, visto che si tratta di pagamenti che pesano nelle nostre tasche e non di feste di cui può farsi anche a meno». Ciancaione aggiunge che non sono stati ancora restituiti gli «800mila euro della Tari 2018 della mozione approvata in consiglio nel 2022 in esito alla sentenza del Tar del 2019, mentre si continuano a spendere tanti soldi per il crescente contenzioso».
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