Rifiuti, il Pd contro la nomina di Italiani

6 Gennaio 2017

ATRI. Il Pd di Atri si schiera contro la recente nomina di Alessandro Italiani a commissario straordinario del consorzio Piomba Fino. Dopo la presa di posizione del comitato “Atri non si Tocca” che...

ATRI. Il Pd di Atri si schiera contro la recente nomina di Alessandro Italiani a commissario straordinario del consorzio Piomba Fino.

Dopo la presa di posizione del comitato “Atri non si Tocca” che giorni fa aveva sollevato il caso, il gruppo consiliare di Atri guidato da Alfonso Prosperi in una nota scrive: «La decisione del presidente della Regione Luciano D’Alfonso di commissariare il consorzio e di nominare l’ex presidente del Cda. Alessandro Italiani ci lascia interdetti e stupiti, prendiamo decisamente le distanze da tale atto che riteniamo, a dir poco, sbagliato e contraddittorio. Sulla gestione del consorzio, il Pd ha lungamente condotto polemiche e denunce politiche per evidenziare la cattiva gestione del servizio, varie illegittimità amministrative (ad esempio indennità di carica non dovute al Cda). Lo ha fatto con interrogazioni al primo cittadino di Atri, comunicati e quant’altro. Abbiamo chiesto più volte la convocazione dell’assemblea consortile perché si discutessero argomenti ed illegittimità da noi denunciate, spesso trovando ascolto dai rappresentanti dei Comuni».

La nota prosegue: «In definitiva, senza dare giudizi sulle figure, ci siamo battuti e ci batteremo politicamente per un cambio di passo, per una decisiva svolta nella gestione del consorzio che ha bisogno di un rinnovato slancio, nuove politiche e nuovi amministratori. Non si tratta quindi di giudizi sulle persone, ma di considerazioni del tutto politiche che sono inderogabili per chi vuole essere estraneo a metodi e comportamenti non conformi al buon governo e contrari alla nostra dignità morale».Il Pd conclude: «Non ci stiamo, caro Presidente, non possiamo avallare tale decisione e soprattutto tale politica! Non intendiamo perciò, omologarci e prestarci a presunte manovre e metodi che ci ripugnano ancorchè avallati da scalatori politici di professione. La nostra libertà intellettuale e politica, più volte dimostrata, non ci consente di sottacere».

Domenico Forcella

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