Rifiuti, ingiunzione da 14mila euro per un locale chiuso

20 Maggio 2015

La ex titolare cessa l’attività nel 2000 ma non lo comunica “Robin Hood”: non deve niente, l’immobile è stato riaffittato

TERAMO. Si è vista recapitare una serie di ingiunzioni di pagamento, per un totale di 14mila euro. Una somma enorme di arretrati fra Tarsu e Tia. E’ accaduto una decina di giorni fa a L.M. di Teramo. Era la titolare di un’attività ricreativa, che il 27 giugno 2000 ha deciso di chiudere: in quella data ha inviato la disdetta dell’affitto di un locale commerciale a decorrere dalla fine di dicembre dello stesso anno. Detto, fatto: dal 1° gennaio 2001 il locale è stato liberato e poco dopo è stato riaffittato.

La Team però, a distanza di 15 anni le ha inviato la richiesta di pagamento della tassa sui rifiuti da allora fino ad oggi: un totale di 14mila euro.

Il problema nasce da una norma, che molti ignorano: entro il 20 gennaio di ogni anno bisogna segnalare le variazioni di status relative all'anno precedente. In questo caso bisognava segnalare che quell’affitto era stato disdetto. Ma il nodo da sciogliere in realtà è un altro. «Intanto il titolare non ha ricevuto comunicazioni e solleciti perchè sono stati mandati alla vecchia sede e nessuno li ha “girati”», spiega Pasquale Di Ferdinando dell’associazione per la tutela dei consumatori “Robin Hood”, «ma a parte questo, riteniamo che non ci può essere doppia tassazione dello stesso immobile. Il locale è stato successivamente affittato e quindi altri dovrebbero aver pagato a loro volta la tassa sui rifiuti. La cosa che ci lascia molto perplessi è questa: come è possibile che questo non risulti alla banca dati dell’ufficio Tia presso la Team?». L’associazione consumatori, a cui si è rivolta l’ex titolare dell’attività, ora cercherà di ricostruire quali inquilini si sono succeduti negli ultimi 15 anni, cercando di capire se hanno o meno pagato la Tarsu e poi la Tia.

«Faremo un ricorso in autotutela al Comune», chiarisce Di Ferdinando, «chiedendo al massimo che venga applicata la sanzione per la mancata comunicazione per il primo anno. Il locale è stato riaffittato:non possono pretendere che due soggetti paghino la stessa tassa per lo stesso immobile. E comunque vorrei ricordare che scatta comunque la prescrizione, i cui tempi variano, ma al massimo sono 7 anni».

Di Ferdinando fa una raccomandazione agli utenti. «C’è una grossa vertenzialità legata al fatto che molti non disdicono i contratti per le utenze quando cambiano casa. Questo sia per luce, gas e acqua che per i servizi, dalla telefonia alla pay tv. Ma anche alla Rai: abbiamo molte segnalazioni legate a casi di malati cronici che si trasferiscono a casa di parenti o di persone decedute: vengono chiesti canoni arretrati anche di anni perchè nessuno pensa a disdire l’abbonamento Rai».

©RIPRODUZIONE RISERVATA