Rifiuti organici un altro mese ad Ancarano

3 Marzo 2016

Il sindaco proroga l’ordinanza che dispone lo smaltimento all’Ecoconsul visto il blocco del Cirsu

GIULIANOVA. Il sindaco Francesco Mastromauro ha prorogato per un altro mese la precedente ordinanza che dava mandato all’Ecotedi di conferire i rifiuti organici all’Ecoconsul di Ancarano, visto che permane il blocco di conferimento dell’organico al Cirsu. La prima ordinanza, infatti, era stata firmata a inizio febbraio, in seguito alle disposizioni di chiusura del settore organico di Cirsu di Franco Gerardini, dirigente regionale del settore rifiuti.

Nella riunione di martedì scorso, che sarebbe dovuta essere risolutiva allo scadere dei 30 giorni di chiusura, invece, sostanzialmente la situazione è rimasta in stallo. Gerardini, infatti, ha richiesto all’Arta (che pure aveva stilato un documento con tutte le criticità degli impianti del polo tecnologico, documento che aveva portato appunto alla chiusura del settore dell’umido) e alla Provincia di redigere un documento nel quale manifestare il loro parere, favorevole o meno, alla riapertura degli impianti. Non essendoci però scadenze nella consegna dei documenti, Mastromauro ha dovuto prorogare l’ordinanza. Quelli di Ancarano sono gli stabilimenti più vicini (nel raggio di 50 chilometri ) a Giulianova e dunque i più vantaggiosi in termini di costi del trasporto. Il conferimento all’Ecoconsul però, costa 125 euro più Iva a tonnellata, 30 euro in più rispetto al Cirsu. Giulianova conferisce, in media, 70 tonnellate a settimana e dunque, a conti fatti, si spenderanno 2.310 euro in più a settimana, 9.240 euro in un mese. In aggiunta ai 9.240 euro già spesi in più, e che andranno a gravare sul bilancio, a febbraio. Come Mastromauro, anche altri sindaci saranno costretti a firmare la stessa ordinanza. Questa chiusura forzata del settore che lavora l’organico, rischia di essere un boomerang per le casse dei Comuni, circa la metà nel territorio Teramano ma anche altri fuori provincia, che conferiscono a Grasciano. Quello che tutti i sindaci temono è tornare a dover conferire fuori regione, eventualità che tornerebbe a far lievitare i costi del servizio rifiuti comunali.

Il problema, ovviamente, è che gli impianti non sono a norma e quindi il Consorzio stabile ambiente, che li gestisce, dovrà ottemperare in 4-6mesi alle direttive dell’Arta. Nel frattempo, il sindaco di Notaresco Diego Di Bonaventura è tornato a chiedere con forza la rimozione dei rifiuti umidi ex Sogesa (responsabili dei cattivi odori, specialmente con il caldo) prima dell’estate. (mt)

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