Rifiuti, Teramo è il capoluogo dove le famiglie pagano meno

14 Novembre 2023

Lo rivela l’Osservatorio di Cittadinanzattiva: la Tari 2023 in città è rimasta invariata rispetto al ’22 ed è più bassa che a Chieti, L’Aquila e Pescara. Il sindaco: «Merito dell’ottima raccolta differenziata»

TERAMO. Teramo è il comune capoluogo di provincia con la Tari più bassa d'Abruzzo. A dirlo, dati alla mano, è l’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, che ha reso nota una anticipazione del dossier rifiuti 2023. L'indagine ha interessato le tariffe rifiuti applicate in tutti i capoluoghi di provincia nel 2023 e ha preso come riferimento una famiglia tipo composta da tre persone e una casa di proprietà di 100 metri quadri, considerando anche i dati del 2022 per evidenziare situazioni di aumento o decremento della tassa. A Teramo il costo medio della Tari nel 2023 è di 290 euro, identico allo scorso anno: spesa invariata che si pone al di sotto della media abruzzese e nazionale. Dall’analisi di Cittadinanzattiva emerge infatti che la spesa media annuale per la famiglia tipo individuata è di 320 euro, con un aumento del 2% circa rispetto al 2022. La regione in cui si rileva la spesa media più bassa è quella delle Marche (250 euro), dove si registra un aumento in linea con la media nazionale. Al contrario, la regione con la spesa più elevata resta la Campania (416 euro) con una situazione di sostanziale stabilità rispetto all'anno precedente (+0,5%). In Abruzzo, dove la spesa media è di 334 euro, a pagare di più sono le famiglie di Chieti: 373 euro nel 2023, con un aumento dell'8,6% rispetto al 2022 (343 euro). Anche all'Aquila la spesa media è di 373 euro, ma la tariffa è rimasta invariata rispetto all'anno scorso. Tari in aumento a Pescara: nel 2022 le famiglie sborsavano 287 euro, quest'anno 299 euro (+4,2%).
«Si tratta di un risultato positivo che è correlato anche all'aumento della raccolta differenziata», commenta il sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto, «la nostra tariffa si conferma la più sostenibile d'Abruzzo, si pone al di sotto della media nazionale e si avvicina a quelle dei comuni del Nord dove la gestione dei rifiuti, a partire dai servizi e dagli impianti, è molto diversa rispetto alla nostra realtà e alle regioni del Sud, dove ci sono i costi maggiori. Il nostro Comune prosegue sulla strada dello sviluppo di sistemi di gestione che guardano alla tariffa puntuale e all'impiantistica, col progetto del biodigestore che si conferma strategico per Teramo e per tutta la regione».
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