Rifondazione contro il carovita

13 Febbraio 2022

Il segretario De Berardinis: «Il governo freni gli aumenti in bolletta»

TERAMO. Contro gli aumenti delle bollette di luce e gas, dei carburanti, degli alimenti di prima necessità e per una «più giusta ed equa» riforma delle pensioni la Federazione provinciale di Rifondazione Comunista - Sinistra Europea ha organizzato ieri mattina un presidio - conferenza stampa in Largo San Matteo.
I militanti, con il Segretario provinciale Mirko De Berardinis, hanno organizzato così una protesta pubblica allestendo striscione e manifesti con su scritto: “No all’aumento delle bollette. Salari e pensioni da fame, bollette stellari, ora basta: paghino i grandi ricchi. Opposizione politica e sociale contro il governo Draghi”. «Siamo tornati di nuovo in piazza a Teramo», ha dichiarato De Berardinis, «per una mobilitazione nazionale del nostro partito nell’ambito della campagna contro gli aumenti delle bollette e il ripristino della legge Fornero. Oggi siamo presenti in decine di piazze in tutta Italia per protestare contro gli aumenti delle bollette e il carovita che colpiscono in modo durissimo i ceti popolari e i lavoratori italiani già stremati da salari e pensioni tra i più bassi d’Europa, precarietà diffusissima e disoccupazione». Il prezzo dell’energia elettrica è aumentato del 55% e il gas del 42%, il costo dei carburanti segna con la benzina + 23%, il diesel + 25%, il Gpl + 30% e il metano + 40%. «Aumentano anche i prezzi dei generi alimentari come pane, pasta, ortaggi con rincari che viaggiano in media tra il 20 e il 40 %», ha sottolineato il segretario. «L’inflazione è arrivata al 4,8%, tra le più alte in Europa. Ecco i risultati del “governo dei migliori” di Mario Draghi osannato da Confindustria, banche e grandi ricchi. Pretendiamo», ha sottolineato poi «che il governo intervenga bloccando gli aumenti come è avvenuto in Francia e in Spagna; tagliando i profitti delle grandi aziende che distribuiscono e vendono gas eenergia elettrica; colpendo la speculazione finanziaria sui meccanismi di formazione dei prezzi di gas ed elettricità; eliminando oneri di sistema obsoleti e tagliando accise, addizionali regionali e Iva». Contro il ripristino della Legge Fornero sulle pensioni, su cui in questi giorni si discute nei tavoli tra governo e sindacati Rifondazione propone: «Pensione a 60 anni o con 40 di contributi; per le donne a 55 anni o 35 di contributi; non più pensioni minime sotto ai 1000 euro mensili; l’adeguamento integrale delle pensioni all’inflazione».