Rifondazione scende in piazza per dire no allo sblocco dei licenziamenti da luglio
La sinistra scende in piazza contro lo sblocco dei licenziamenti deciso dal Governo Draghi a partire dal prossimo primo luglio. Ieri mattina in largo San Matteo, difronte alla Prefettura di Teramo,...
La sinistra scende in piazza contro lo sblocco dei licenziamenti deciso dal Governo Draghi a partire dal prossimo primo luglio. Ieri mattina in largo San Matteo, difronte alla Prefettura di Teramo, il circolo teramano di Rifondazione Comunista ha manifestato il proprio dissenso ribadendo la necessità di rivedere le politiche del lavoro e i salari. I militanti del partito, con il segretario cittadino Mirko De Berardinis, hanno allestito uno striscione con su scritto: “No Recovery per i profitti. Prima il lavoro, il pubblico, le persone”. «Secondo le stime di Bankitalia», ha spiegato De Berardinis, «lo sblocco dei licenziamenti porterà ad un taglio iniziale di 600mila posti di lavoro, che potrebbero arrivare nel corso dell’anno anche ad un milione. Siamo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori che rischiano licenziamenti di massa e sosteniamo i sindacati che si stanno mobilitando in tutto il Paese, ipotizzando anche uno sciopero generale contro questo scempio. È un atto scellerato pensare di far ripartire il Paese mandando a casa le persone», ha spiegato il segretario cittadino di Prc. In piazza sono state esposte dai militanti di Rifondazione anche le bandiere della Palestina e della Colombia per esprimere sostegno e solidarietà ai due popoli vittime di violenze e repressioni, chiedendo rispetto e riconoscimento dei diritti umani. (v.m.)

