Rifondazione: «Va abbandonata l’idea dell’ospedale unico»

8 Novembre 2020

«Sanità pubblica e lavoratori sono in ginocchio». Questo è l'allarme lanciato da Rifondazione Comunista ieri in Largo San Matteo. «Ci sono problemi sanitari ed economici a livello nazionale e locale»,...

«Sanità pubblica e lavoratori sono in ginocchio». Questo è l'allarme lanciato da Rifondazione Comunista ieri in Largo San Matteo. «Ci sono problemi sanitari ed economici a livello nazionale e locale», ha dichiarato il segretario cittadino del partito, Mirko De Berardinis, «a livello locale denunciamo la situazione gravissima dell'ospedale Mazzini, con il trasferimento di alcuni malati Covid all'ospedale di Atri e l’attivazione del reparto Covid in quello di Giulianova. Mesi fa c'era un'intera classe politica che premeva per la realizzazione di un ospedale unico. Ora ci auguriamo che tutti si siano ricreduti. Chiediamo di abbandonare quell'idea e di potenziare piuttosto tutti i presidi ospedalieri della provincia». De Berardinis chiede anche un aiuto per i tanti lavoratori in difficoltà della provincia. «Ci sono 1500 metalmeccanici e 2500 artigiani in cassa integrazione Covid. Siamo vicini soprattutto ai lavoratori della Betafence di Tortoreto e dell’Atr di Giulianova; parliamo di lavoratori in cassa integrazione o addirittura senza stipendio da mesi. È ora che le istituzioni scelgano da che parte stare: o con i lavoratori o con Confindustria, che in maniera folle chiede di togliere il blocco dei licenziamenti. Noi invece chiediamo il mantenimento del blocco e l'estensione della cassa integrazione». Un accenno anche alla situazione nazionale: «Il discorso locale vale ovviamente anche a livello nazionale, dove il governo Conte vuole far pagare alle fasce più deboli le conseguenze della pandemia; noi invece chiediamo a gran voce l'istituzione di una tassa patrimoniale sulle grandi ricchezze, sopra al milione di euro». «Le due crisi, sanitaria ed economica», conclude De Berardinis, «sono figlie certamente del coronavirus, ma anche del malgoverno nazionale e locale». Erano presenti in conferenza anche Totó Iacovoni, Filippo Torretta e Salvatore Palumbo. (g.n.)