Riordino degli ospedali, critiche da Cgil e dal sindaco di Castelli

11 Giugno 2021

TERAMO. Ancora critiche dal Teramano alla bozza del Piano di riordino della rete ospedaliera presentata dalla giunta regionale. «Una foto in bianco e nero dell’esistente con Teramo posizionato ancora...

TERAMO. Ancora critiche dal Teramano alla bozza del Piano di riordino della rete ospedaliera presentata dalla giunta regionale. «Una foto in bianco e nero dell’esistente con Teramo posizionato ancora in ultima fila»: così lo definisce in una nota la delegazione provinciale della Cgil. «Un piano che non fornisce nessuna nuova idea di come riorganizzare il servizio sanitario in Abruzzo», prosegue, «Nessuna vera innovazione, nessuna strategia complessiva che sappia individuare, coniugare e programmare una nuova sanità territoriale. Si sono messe in campo alcune variazioni che rischiano di far scontrare i territori piuttosto che farli incontrare. Le proposte di oggi non guardano avanti e, inoltre, Teramo rischia di essere ancora una volta penalizzata con l’indebolimento di alcune specializzazioni e con un assetto complessivo della rete ospedaliera inferiore rispetto al resto della regione».
Sull’argomento interviene anche il sindaco di Castelli Rinaldo Seca, rappresentante, in quota montagna, del comitato ristretto dei sindaci della Asl di Teramo, che propone un tavolo di confronto interistituzionale. «Nel piano emerge la scarsa attenzione per il Teramano e per le sue esigenze», scrive, «come l’assenza di un Dea di II livello per il Mazzini di Teramo, unico capoluogo a non avere una struttura con queste caratteristiche. La nostra provincia ha bisogno di una medicina del territorio diffusa e capillare, invece il piano della Regione va in tutt’altra direzione: si chiudono le guardie mediche invece di ampliarle e non vedo aumenti delle postazioni del 118 e dei servizi, specie nella montagna teramana».
Adele Di Feliciantonio
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