Ripascimento, via libera ai lavori ma si faranno nel mese di luglio

Interventi a nord e a sud, i balneatori e il comitato di cittadini “Makarska” protestano per i tempi «Vanno fatti perché la spiaggia è il biglietto da visita per i turisti, ma non a stagione iniziata»
ROSETO. «È necessario il ripascimento al più presto, la spiaggia deve essere il primo biglietto da visita per i turisti, ma non si possono fare i lavori a luglio». A dirlo è Massimiliano Barone, presidente del comitato "Makarska", il quartiere a nord di Roseto, che si è sviluppato fortemente negli ultimi 10 anni. I documenti della Regione sono arrivati in Comune dieci giorni fa e a breve sarà predisposta la gara.
Il problema è che passeranno almeno 15 giorni e, per il ripascimento a nord di Roseto, a sud e a Cologna Spiaggia, bisognerà attendere almeno metà luglio, se non fine luglio. Purtroppo il Comune è costretto ad attendere la Regione che, durante il periodo di chiusura per l’emergenza Covid, non è riuscita a preparare i documenti necessari. «Strano, perché si poteva benissimo continuare a lavorare in smart-working come hanno fatto tante aziende», continua Barone, «e magari a inizio giugno si sarebbe fatto il ripascimento».
Nella zona nord, lo scorso novembre, furono effettuati dei lavori sulle scogliere per un importo complessivo di circa 200mila euro, interventi che però non hanno risolto definitivamente la problematica dell’erosione. Stesso discorso per il lungomare sud, dove le spiagge dei tre lidi, Altamira, Tartaruga e Narcisi, sono estremamente ridotte. «Per il momento abbiamo pensato noi a una parte del ripascimento», spiega Primo Sbrolla, titolare dello stabilimento La Tartaruga, «con i nostri soldi, almeno per mettere i primi ombrelloni. Ora attendiamo il ripascimento, ma non è possibile che ogni anno si arrivi a luglio». I lavori sono attesi anche a Cologna Spiaggia, dove i due stabilimenti dei camping “Nino” e “Stella Maris” hanno davvero poca spiaggia a disposizione. Tornando alla zona nord di Roseto, Barone evidenzia che tutto il complesso di viale Makarska, insieme al quartiere del Borsacchio, dovrebbe rappresentare una cartolina per la città, mentre ora non è così, anche in relazione allo sviluppo del quartiere Borsacchio e alla mancanza di un collegamento, fondamentale, tra zona della statale 16 e la zona mare. Da tanto si parla della realizzazione di un sottopasso in corrispondenza della rotatoria del Borsacchio sulla statale 16, anche per una questione di sicurezza, visto che i pullman sono costretti ad attraversare tutto il lungomare prima di arrivare nella zona nord. Le Ferrovie dello Stato presentarono già 3 anni fa due progetti preliminari, uno relativo a un sottopasso e un altro per un cavalcavia. «Sono due soluzioni ottimali», spiega il consigliere di maggioranza Giuseppe Di Sante, «dobbiamo riparlare a breve con Ferrovie dello Stato per valutarne la fattibilità, e sono disposto anche a incontrare i membri del comitato per studiare la scelta migliore». Attualmente i residenti del quartiere Borsacchio, per accedere in viale Makarska, sono costretti a passare nel piccolo sottopasso delle Ferrovie, dove però sono presenti barriere architettoniche che impediscono a disabili in carrozzina e donne con il passeggino di transitarci.
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