Riporta in Italia i figli durante un divorzio Il giudice: può tenerli

Il papà rimasto in Canada invoca la convenzione dell’Aja ma il tribunale gli dà torto: «Aveva dato il suo assenso»
TERAMO. È un’altra storia di bimbi contesi quella che approda in un’aula di tribunale. L’ennesimo caso di diritti violati: i diritti dei bambini a restare fuori dalle beghe giudiziarie di genitori che decidono di separarsi. E anche questa volta è stato necessario l’intervento di un giudice per stabilire che non c’è stato nessun atto di sottrazione da parte di una mamma nei confronti dei due figlioletti di 7 e 10 anni portati dal Canada in Italia (nel Teramano) dopo la fine del matrimonio. Portati con un atto di assenso sottoscritto dal padre.
Ma il papà dopo qualche mese ha chiesto l’intervento del dipartimento di giustizia minori appellandosi alla convenzione dell’Aja, ovvero l’accordo internazionale sulla protezione dei minori. L’uomo, rimasto in Canada, ha fatto istanza di rimpatrio degli stessi minori sostenendo che fossero stati illecitamente trattenuti in Italia dalla madre che, partita per un soggiorno temporaneo, gli avrebbe poi comunicato la volontà di non tornare.
Di diverso avviso il tribunale dei minorenni dell’Aquila (collegio presieduto da Cecilia Angrisano) che invece ha stabilito come «non sussista il requisito dell’illiceità del mancato rientro dei minori». Precisando: «L’atto di assenso al viaggio sottoscritto dal padre, infatti, non contiene alcuna indicazione del termine finale che avrebbe dovuto avere la permanenza dei minori ma prevede una esplicita autorizzazione alla residenza dei minori e alla loro frequenza scolastica. Gli stessi tempi del rilascio all’atto di assenso e della durata dell’anno scolastico escludono che ad aprile 2021 potesse essere terminato il periodo di permanenza in Italia concordato, posto che la scuola termina a giugno». E ancora: «Il trasferimento dei minori in Italia e la loro permanenza non possono essere qualificati come illeciti perchè acquisiti proprio con il consenso espresso del padre».
E più volte, ormai da anni, la Suprema Corte, con svariati pronunciamenti riguardanti i minori, ha sottolineato la necessità di far prevalere esclusivamente l’interesse dei figli. A questo proposito chiarissimo l’invito dei giudici aquilani nel provvedimento: «Auspica il collegio che i genitori si attivino per garantire il diritto dei figli ad avere una relazione stabile e significativa con entrambe le figure genitoriali e facciano prevalere l’impegno per il loro benessere sul conflitto che li oppone».
La donna è stata assistita dall’avvocato del foro di Teramo Monica Passamonti.
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