Riprende quota la mozione per la sfiducia a Brucchi

27 Giugno 2017

Potrebbero firmare anche Caccioni e Falasca usciti dalla maggioranza   D’Alberto: «Basta con lo spauracchio del commissariamento, la città è ferma»

TERAMO. L'opposizione rilancia la mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Maurizio Brucchi. La fuoriuscita dalla maggioranza di Alfredo Caccioni e Vincenzo Falasca riporta al centro dell'attenzione il documento firmato a fine maggio dai dodici consiglieri di minoranza. Sul testo, non considerato blindato fin dal momento della sottoscrizione, sono già allo studio modifiche destinate a raccogliere l'adesione dei due ex rappresentanti di "Futuro in". Loro stessi non hanno escluso la possibilità di sottoscrivere la mozione, purché riveduta e corretta nel senso dell'eliminazione delle espressioni più forti a livello personale nei confronti del primo cittadino.
Così l'opposizione, dopo aver avviato contatti informali con i due fuoriusciti, si è messa al lavoro per limare il documento. «Abbiamo detto fin dall'inizio che il testo poteva essere modificato ed eventualmente migliorato», spiega Gianguido D'Alberto, ex capogruppo del Pd in procinto di creare un nuovo raggruppamento civico nell'ambito della minoranza, «per cui, alla luce degli ultimi avvenimenti che hanno acutizzato la crisi della maggioranza, lo mettiamo a disposizione per ulteriori adesioni». Con la firma di almeno uno dei due fuoriusciti si raggiungerebbe il risultato minimo di far discutere la mozione in consiglio entro un mese dalla sua presentazione. Questo sarebbe un primo obiettivo significativo per la minoranza, al di là dell'eventuale esito del voto in aula.
«Se Brucchi pensa di sfuggire al confronto, si sbaglia», tiene a precisare D'Alberto, «il tentativo di eludere la verifica in consiglio sull'esistenza della maggioranza è inaccettabile». La mozione, insomma, servirebbe a riportare in aula la questione politica legata ai numeri della coalizione che sostiene il primo cittadino e anche se difficilmente otterrebbe i 17 voti favorevoli per rendere operativa la sfiducia, rimetterebbe comunque in luce la debolezza dell'amministrazione e le contraddizioni interne al centrodestra. Al di là del risultato finale, secondo il consigliere ex Pd, la presentazione del documento imporrebbe al sindaco di tornare in consiglio in tempi brevi senza aspettare l'autunno, quando gli scenari politici a livello nazionale potrebbero essere più chiari verso l'apertura di nuove prospettive elettorali. L'opposizione, invece, non vuole mollare la presa sulla maggioranza in difficoltà numerica. «Lo spauracchio del commissariamento è solo una scusa per continuare a fare quello che vogliono», insiste D'Alberto, «la città è senza guida da mesi ormai». Le opere che, a detta della maggioranza, non potrebbero essere realizzate con l'arrivo del commissario sono destinate a restare in ogni caso sulla carta. «Il vero problema è l'anticipazione di cassa già attestata quest'anno a venti milioni di euro», afferma il consigliere ex Pd, «che crea le condizioni di pre dissesto finanziario del Comune e impedirà la concretizzazione dei progetti». Il commissariamento di fatto, secondo il consigliere di opposizione, sarebbe già in atto e l'attuale maggioranza ridotta all'osso ne avrebbe la piena responsabilità.
Gennaro Della Monica
©RIPRODUZIONE RISERVATA .