Risarcita con 88mila euro per un intervento sbagliato

19 Maggio 2020

MOSCIANO. E’ durata circa 15 anni l’odissea di una donna di Mosciano, all’epoca trentacinquenne, che da pochi giorni ha visto riconoscere le proprie ragioni per danno sanitario subito e quantificato...

MOSCIANO. E’ durata circa 15 anni l’odissea di una donna di Mosciano, all’epoca trentacinquenne, che da pochi giorni ha visto riconoscere le proprie ragioni per danno sanitario subito e quantificato in 88mila euro. C. Q. nel settembre del 2014, a causa di forti dolori agli arti inferiori, si recò al pronto soccorso dell’ospedale Mazzini di Teramo dove le fu diagnosticata una lombosciatalgia destra. Poco tempo dopo la donna venne ricoverata, prima nel reparto ortopedia e successivamente in quello di neurochirurgia dove, nel mese di ottobre del medesimo anno, fu sottoposta ad intervento di laminectomia e microdiscectomia. Lo stesso intervento, nonostante le terapie prescritte osservate e la riabilitazione cui si è al tempo sottoposta, non comportò giovamento alcuno. Tant’è che la donna fu costretta ad indossare un tutore per improvvisa mancanza di sensibilità all’arto sinistro. Altri ricoveri e controlli si succedettero, ma il dolore continuò ad aumentare e alla donna fu riconosciuta una riduzione della capacità lavorativa a partire dal 2006. La signora moscianese nel 2009 si è rivolta all’avvocato Maria Cristina Cianella iniziando così una difficile battaglia legale nei confronti della Asl di Teramo. Un’azione basata su una perizia medico-legale di parte che riconduceva la patologia divenuta permanente ad un non corretto operato dei sanitari che la ebbero in cura al Mazzini. Richiesto ed espletato innanzi il tribunale di Teramo un giudizio tecnico preventivo che, in effetti, riconosceva profili di censurabilità dei sanitari, i quali, di fronte al peggioramento delle condizioni della donna, non proposero un ulteriore intervento secondo le risultanze dell’accertamento tecnico preventivo medico legale. Alla fine, l’iter di giustizia civile attivato si è concluso con un accordo transattivo dove la Asl ha riconosciuto alla signora la cifra di 88mila euro come risarcimento. (al. al.)
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