Rischia l’amputazione della gamba I medici del Mazzini gliela salvano

13 Marzo 2018

Odissea di un giuliese di 66 anni con un’ulcera al piede, ad Ancona volevano tagliare l’arto «In chirurgia vascolare a Teramo mi hanno sottoposto a una lunga terapia e ora sono guarito»

TERAMO. In un altro ospedale volevano tagliargli la gamba. Gli avevano fissato l’intervento per l’indomani ma lui è letteralmente fuggito. Si è fatto curare all’ospedale di Teramo e adesso è perfettamente guarito.
Il protagonista della storia è A.A. giuliese di 66 anni che, diabetico, aveva un’ulcera al piede sinistro. «Il mio medico mi ha consigliato di andare a fare una visita specialistica», racconta il paziente, «e così mi sono rivolto alla chirurgia vascolare dell'ospedale di Teramo. Mi hanno ricoverato subito e oltre all’ulcera hanno scoperto che avevo un restringimento dell’arteria iliaca». A curarlo il chirurgo vascolare Filippo Gianfelice che, insieme all’equipe, ha sottoposto il paziente a una procedura endovascolare mettendo uno stent nell’arteria iliaca per aumentare l’afflusso di sangue.
Fin qui tutto bene. «Mi hanno poi detto di andare all'Inrca di Ancona dove curano il piede diabetico perchè c'era una piccola arteria ostruita sul polpaccio che con particolari macchinari potevano disostruire», riprende il paziente diabetico, «e lì dopo una serie di esami e raggi al piede sinistro mi hanno ricoverato e misurato l’afflusso di sangue. Ero a letto per aspettare questo piccolo intervento, quando il primario e un aiuto sono tornati e mi hanno detto che il giorno dopo mi avrebbero amputato la gamba sinistra. Mi si è sprofondato il mondo. Io gli ho preso le mani, gli ho detto: “Lei mi dà una coletallata al cuore, io ci devo pensare”». A.A. era solo in ospedale, visto che era un intervento di routine, si era solo fatto accompagnare ad Ancona. Ha chiamato la moglie, che è rimasta incredula. E subito dopo ha chiamato i chirurghi teramani, che gli hanno detto sostanzialmente: «Non preoccuparti ci pensiamo noi».
A Teramo il giorno dopo è stato disposto il ricovero nel reparto di malattie infettive. «I medici di entrambi i reparti mi hanno rincuorato. Sono stato sottoposto a una forte terapia antibiotica per togliere l’infezione al piede, avevo i globuli bianchi altissimi», aggiunge il paziente giuliese, «e nel giro di 15 giorni mi hanno riportato alla normalità. Poi una volta a settimana sono andato in chirurgia vascolare per le medicazioni. Per fortuna ho avuto loro: ho avuto l'impressione che ad Ancona non avessero voluto perdere tempo con me, adottando la soluzione più sbrigativa. Nel reparto di Teramo hanno impiegato otto mesi a curarmi, ma alla fine io la mia gamba ce l'ho ancora, cammino perfettamente sui miei piedi. Sia a chirurgia vascolare che a malattie infettive sono stati di una professionalità unica, non solo i medici ma anche il personale paramedico. Io ho avuto anche l’Adi, l'assistenza a casa: ho avuto un ottimo riscontro, con personale preciso e competente. La verità è che non c'è bisogno di andare fuori per trovare una buona sanità». E ora il caso di A.A. è diventato un caso clinico, domani sarà illustrato a un corso sulle ulcere periferiche che si terrà al Mazzini.
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