Rivera, replica agli ingegneri: «È fuori luogo l’attacco all’Usr»

8 Ottobre 2022

Il direttore dell’Ufficio speciale smentisce le criticità nelle procedure denunciate dai professionisti «Solo due le pratiche bloccate. E il Cas non decade se non si rispetta il termine del 15 ottobre»

TERAMO. «A oggi mi risultano solo due pratiche sospese per un problema di dubbio interpretativo delle norme: dubbio che solo la struttura commissariale può risolvere. A fronte di ciò mi pare francamente fuori luogo attaccare pubblicamente tramite la stampa un ufficio pubblico che con spirito di abnegazione e tanto coraggio ha fatto un lavoro enorme per recuperare il grave ritardo che c'era sulla ricostruzione». Così Vincenzo Rivera, direttore dell'Usr (ufficio speciale per la ricostruzione) di Teramo, commenta al Centro le esternazioni approdate ieri sui giornali in seguito alla conferenza stampa che l'Ordine degli ingegneri di Teramo ha convocato per tracciare un quadro delle difficoltà tecniche e burocratiche che i professionisti incontrano nelle procedure della ricostruzione post sisma.
L'Ordine professionale ha chiesto in primis uno slittamento della scadenza fissata al 15 ottobre per la presentazione delle pratiche che rientrano nel Cas (contributo di autonoma sistemazione) per evitare che le famiglie interessate perdano i benefici previsti, e ha invocato inoltre una semplificazione normativa che eviti dubbi interpretativi con blocchi delle pratiche. Una situazione generale di criticità non condivisa in alcun modo dal direttore Rivera che, anzi, ricorda come il lavoro dell'Usr abbia avuto da mesi una forte accelerata e che sul Cas non vi sono rischi. «Intanto», dice, «il mancato rispetto del termine del 15 ottobre non fa decadere alcun beneficio, bensì porta a una sospensione del Cas fino alla presentazione della regolare domanda. Questo va detto con chiarezza per evitare inesattezze. Delle quattromila pratiche che oggi sono nei nostri uffici, circa mille sono Cas e due sono sospese in attesa di dipanare un dubbio interpretativo che non dipende dall'Usr. Detto ciò, l'Ordine degli ingegneri per onestà intellettuale avrebbe fatto meglio a dire che la categoria è oberata di lavoro, che fra 110% e ricostruzione che finalmente galoppa non ce la fa, limitandosi a chiedere uno slittamento della scadenza del 15 ottobre», conclude Rivera.
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