Robin Hood, 20 anni di battaglie: «Teramo non è un’isola felice»

27 Gennaio 2023

Il presidente: i contenziosi sul mercato libero dell’energia negli ultimi anni hanno superato quelli sulla telefonia

TERAMO. L'associazione dei consumatori Robin Hood compie 20 anni. Il presidente Pasquale Di Ferdinando ha fatto ieri un bilancio dell'attività svolta, ma ha già lo sguardo proiettato verso nuovi traguardi. Circa 100mila le pratiche seguite direttamente o in modo riflesso, circa il 5% quelle andate in giudizio. Attualmente l'associazione si sta occupando soprattutto di casi che riguardano il mercato libero dell'energia (53%) mentre i contenziosi nel settore della telefonia si attestano sul 31% (anni fa le pratiche di questo genere erano il 70-80%) e altre problematiche sono al 16%. Nei primi anni di vita a rivolgersi a Robin Hood erano principalmente i pensionati, poi c'è stato un incremento di richieste di assistenza da parte di laureati (dal 5,2 al 26%) e professionisti di vari settori. Il 42% dei clienti vive nelle aree interne della provincia. Lo strumento della conciliazione è stato ed è alla base dell'attività dell'associazione.
«Le battaglie, in questi 20 anni, sono state tante», dichiara Di Ferdinando, «e voglio rimarcare l'assenza della politica provinciale nell'affrontare problematiche importanti come quelle, per esempio, che hanno riguardato la Banca Tercas, la vendita dell'Abruzzi Gas, l'imposta dell'Iva sulla Tia. La nostra associazione, oltre ad essere la prima nata sul territorio teramano, non ha preso neanche un centesimo di denaro pubblico né da sponsor privati. Questo è un unicum in un "mercato" associativo nel quale molti si costituiscono per fare business o attrarre soldi pubblici».
Sugli obiettivi futuri di Robin Hood il presidente Di Ferdinando sottolinea: «Il ventennale non è un punto di arrivo, ma di partenza. Bisognerà concentrarsi su alcune tematiche nuove e ci batteremo a tutela della spesa pubblica. Riteniamo che per abbassare la tassazione si debba anche spendere meglio. Teramo non è un'isola felice perché, in questi anni, c'è stato un calo enorme del potere d'acquisto dei consumatori e una perdita consistente di posti di lavoro. Ogni giorno registriamo richieste di aiuto per pagare le bollette. Da questo punto di vista», conclude Pasquale Di Ferdinando, «la situazione è drammatica».
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