Robin Hood contro l’aumento della Tari imposto alle famiglie

Di Ferdinando contesta la scelta del commissario Pizzi di favorire le imprese: «Non si aiuta così l’economia»
TERAMO. «No all’aumento della Tari per le famiglie». A esprimere ferma contrarietà all’operazione annunciata dal commissario del Comune Luigi Pizzi, che intende portare al 60% la quota a carico dei nuclei familiari della spesa per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, abbassando al 40% quella pagata dalle aziende, è “Robin Hood”. «In questo momento di crisi profonda delle famiglie che scontano assenza di lavoro e una precarietà diffusa», spiega Pasquale Di Ferdinando, presidente dell'associazione di tutela dei cittadini, «è veramente impensabile che si intacchino ancora i loro redditi».
La motivazione indicata dal commissario, secondo cui l’alleggerimento della Tari alle aziende aiuterebbe il sistema produttivo creando benefici in termini occupazionali anche per i cittadini, è fuorviante a detta del rappresentante di “Robin Hood”.
«Se si ritiene che il rilancio dell’economia teramana possa avvenire accollando alle famiglie oneri che finora sono stati in campo alle aziende», fa notare Di Ferdinando, «si sbaglia due volte». A detta del presidente dell’associazione che cura gli interessi dei consumatori, infatti, il sostegno all’economia deve passare attraverso «politiche articolate e complessive che mettano insieme aziende e cittadini». In secondo luogo Di Ferdinando evidenzia il rischio che l’aumento della Tari deprima ancora di più la capacità di spesa dei consumatori «riducendo di conseguenza gli acquisti con riflessi anche sulla produzione». Sarebbe, insomma, «un gatto che si morde la coda». “Robin Hood” adombra dubbi anche sull’opportunità dell’iniziativa assunta da Pizzi. «Ci chiediamo se questa scelta può essere adottata da un commissario che deve gestire ordinaria amministrazione per un periodo limitato», conclude Di Ferdinando, «lasciando alla politica altre valutazioni che implicano una visione strategica». Per questo l’associazione chiede a Pizzi di ripensarci e di lasciare invariate le tariffe Tari. (g.d.m,)
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