Rocca Santa Maria, donati gli organi dell'albergatore

13 Maggio 2015

Romualdi si è sparato alla testa e la famiglia ha dato il consenso all'espianto degli organi dopo che i medici lo hanno dichiarato clinicamente morto. Il cuore trasferito in aereo a Napoli, reni e fegato all'Aquila e a Roma

ROCCA SANTA MARIA. Appassionato della sua terra, dei suoi monti, dell’albergo fondato dalla sua famiglia e che negli anni era diventato un punto di riferimento per il turismo di tutta la Laga. Con lui sempre in prima fila nella valorizzazione di quest’angolo del Teramano. E nel piazzale davanti all’hotel Julia Piero Ottavio Romualdi, 51 anni, si è sparato un colpo di pistola alla testa dopo aver lasciato un biglietto d’addio. Così come molti anni fa aveva fatto il padre che si era suicidato con un colpo di fucile nell’albergo. L'uomo è stato dichiarato clinicamente morto. La famiglia ha già dato il consenso all'espianto degli organi. Chi lo conosce racconta che la morte della sorella Cesira, deceduta un mese fa per una malattia e sua stretta collaboratrice nella gestione dell’hotel, l’avesse particolarmente provato. Forse rendendo ancora più difficile il particolare momento economico che molti operatori turistici stanno vivendo.

L’uomo, soccorso con l’eliambulanza partita in volo dall’Aquila, è stato operato dall’equipe di neurochirurgia dell’ospedale Mazzini: è stato sottoposto ad un lungo intervento di chirurgia decompressiva della vasta frattura al cranio. E’ rimasto in sala operatoria per tutta la notte sotto stretto controllo medico.

L’allarme è scattato intorno alle 12 di ieri mattina quando al centralino del 118 è arrivata la chiamata di Marco Ragonici, 67 anni, pensionato di Frondarola. Ieri mattina l’uomo e un suo amico erano andati nella frazione di Ceraso, dove Ragonici è proprietario di una casa. «Avevamo deciso di arrivare al Ceppo per prendere una birra al bar dell’albergo», racconta, «e così abbiamo fatto. Quando siamo arrivati nel piazzale non c’era nessuna macchina, solo una. Vicino, per terra, c’era un uomo. Inizialmente abbiamo pensato che si fosse sentito male e così ci siamo avvicinati per soccorrerlo. Appena ci siamo avvicinati abbiamo capito che era successo qualcosa di molto grave. Abbiamo subito chiamato i carabinieri e il 118. E’ stato drammatico stare lì e non poter far niente per aiutare l’uomo. Io lo conosco visto che l’estate frequento sempre quella zona. E’ una persona sempre disponibile con gli altri, grande conoscitore della montagna». E a sottolineare le doti di Romualdi c’è anche il sindaco di Rocca Santa Maria Lino Di Giuseppe. «E’ un punto di riferimento per il nostro territorio che conosce benissimo», dice il primo cittadino, «sempre in prima fila nell’organizzazione di eventi e manifestazioni per la valorizzazione dei nostri monti. L’albergo Julia è una istituzione non solo della provincia teramana, ma di tutto l’Abruzzo». (cr.te.)

Espiantati gli organi. È stato eseguito nella notte l'espianto multiplo di organi sulla salma di Piero Ottavio Romualdi, l'imprenditore 51enne del Ceppo che martedì si è sparato un colpo di pistola alla testa davanti al suo albergo Julia. Ieri mattina i medici dell'apposita commissione medico legale avevano dichiarato la morte clinica dell'uomo. Dopo l'autorizzazione della famiglia alla donazione e i successi esami clinici propedeutici all'eventuale prelievo, la centrale operativa del 118 ha organizzato l'intervento dell'equipe di espianto provenienti da Napoli e Roma. In nottata i medici del centro trapianti di Napoli, giunti all'aeroporto Liberi di Pescara con un volo sanitario, hanno eseguito l'espianto del cuore che andrà a un paziente in lista d'attesa in Campania; altri medici provenienti da Roma hanno eseguito invece quelli di reni e fegato - che avranno rispettivamente destinazione L'Aquila e la capitale -, e un parziale prelievo della milza.

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