Romandini: bisogna riaprire il municipio

5 Settembre 2019

Il sindaco di Sant’Egidio auspica una gara d’appalto celere: «Ora siamo in una sede non idonea»

SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA. Il sindaco Elicio Romandini vuole riportare il Comune di Sant’Egidio a “casa”. «Siamo baraccati in un luogo inidoneo ad essere fruito come sede comunale (l’ex mattatoio ristrutturato, ndc) e non è possibile continuare a svolgere attività in questa maniera e in questi spazi», sostiene il primo cittadino, «per cui dobbiamo assolutamente rientrare nel palazzo comunale».
La struttura di piazza Umberto I è chiusa dal 2016 a causa del sisma di tre anni fa e l’ultima volta ha funzionato come Coc (centro operativo comunale). Poi sono arrivate le transenne ad interdire il passaggio anche sotto il porticato. Romandini ricorda come, in realtà, la precedente amministrazione avesse deciso di rendere inagibile la struttura agli inizi del 2016, quindi diversi mesi prima del terremoto. «Vogliamo tornare nella nostra sede, il progetto è stato riconsegnato dai progettisti ai quali era stato dato incarico. Ma mancava la relazione geologica a completare lo studio. A tre giorni dall’insediamento me ne sono dovuto occupare subito. Mi hanno detto che non era stato affidato lo studio a un geologo e lo abbiamo fatto immediatamente. La relazione ci è stata rimessa, l’abbiamo approvata in giunta e rimandata alla Regione e a giorni dovrebbe tornare in Comune per l’approvazione della progettazione definitiva, dopodichè procederemo all’appalto».
Della gara si dovrà occupare la centrale unica di committenza individuata all’Unione di Comuni Val Vibrata. «Speriamo che la centrale sia idonea e preparata con una struttura propria per poterci riconsegnare immediatamente l’appalto e per partire subito con i lavori. Speriamo di poter fare tutto entrò metà dell’anno prossimo», è l’auspicio del sindaco Romandini.
Alex De Palo
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