Rosci scarcerato: sconterà la pena ai servizi sociali

16 Giugno 2017

Accolta la richiesta del militante antifascista condannato per gli scontri di Roma. Come ha stabilito il tribunale aiuterà l’anziano esponente della sinistra Iacovoni

TERAMO. Fine della reclusione in carcere per Davide Rosci, il militante antifascista teramano condannato in via definitiva a 5 anni e due mesi per l’assalto al blindato dei carabinieri duranti gli scontri di piazza che avvenero a Roma nell’ottobre del 2011. Una condanna alla quale si deve aggiungere anche un cumulo di pene nel frattempo diventate esecutive. Da ieri Rosci ha lasciato la casa circondariale di Castrogno perché potrà scontare il residuo di pena che ancora gli manca – oltre tre anni – in affidamento ai servizi sociali. Lo ha stabilito il tribunale di sorveglianza dell’Aquila accogliendo la richiesta di pena alternativa presentata dal giovane teramano, l’avvocato Filippo Torretta. Il militante antifascista potrà prestare il servizio sociale come aiutante (segretario, autista e altri incarichi) di un anziano noto esponente della sinistra teramana, Totò Iacovoni, sempre in base a quanto è stato disposto dal tribunale di sorveglianza. Iacovoni, insieme ad altri esponenti della sinistra teramana, si è sempre battuto contro la condanna di Rosci, ritenuta ingiusta, anche perché non ci sarebbe mai sta la prova evidente della sua partecipazione diretta all’assalto al mezzo blindato. A febbraio scorso una sentenza del tribunale dell'Aquila, in accoglimento del ricorso presentato dal suo legale, ha stabilito che lo Stato dovrà risarcire Rosci perché per 340 giorni è stato detenuto in celle troppo piccole, a volte senza finestre, in spazi angusti condivisi con altri reclusi. Per la Corte europea «in condizioni non compatibili con la dignità umana». Rosci, così come altre centinaia di reclusi italiani, si è appellato all'articolo 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo, quello che secondo la corte di Strasburgo lo Stato italiano avrebbe più volte violato per i detenuti. (red.te.)
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