Roseto, condanne a nove anni per la rapina all’oreficeria Iachini

6 Febbraio 2016

Assolto il terzo imputato accusato di aver fatto un sopralluogo nella gioielleria prima del colpo I malviventi portarono via preziosi per 100mila euro dopo aver legato un dipendente del negozio

ROSETO. Due condanne a complessivi nove anni per la rapina alla gioielleria Iachini di Roseto, il colpo da 100mila euro messo a segno nel settembre del 2012 e durante il quale i malviventi non esitarono a legare il giovane dipendente dell’oreficeria. Ieri mattina il tribunale in composizione collegiale (presidente del collegio Franco Tetto) in primo grado ha condannato a 5 anni Emilio Santillo e a 4 anni Ciro Graniero, entrambi napoletani, rispettivamente di 46 e 29 anni. Il tribunale ha assolto Antonio Grimaldi, 46enne napoletano, che secondo l’accusa della procura nei giorni precedenti al fatto si sarebbe introdotto con un altro uomo nella gioielleria per fare un sopralluogo ed accertarsi della presenza di telecamere.

Secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori i due fecero irruzione nella gioielleria strattonando il giovane e trascinandolo nel retro, per poi immobilizzarlo legandogli i polsi e i piedi. «Mi ero insospettito», aveva raccontato il nipote del titolare subito dopo i fatti, «perché una persona era entrata nel negozio, per poi uscire immediatamente dopo senza dire una parola. Per questo mi sono affacciato all’ingresso, ma a quel punto mi sono ritrovato addosso quei due che sono entrati nel locale».

I rapinatori erano armati di pistola e agirono con molta freddezza, incuranti delle telecamere.

Dopo aver mostrato la pistola che uno dei due nascondeva nella cintura dei pantaloni, costrinsero il dipendente a farsi consegnare le chiavi della cassaforte e a farsi indicare il cassetto in cui si trovava il denaro contante. Poi lo legarono alle mani e ai piedi minacciandolo: «Non muoverti altrimenti ti ammazziamo». Successivamente lo chiusero nel retrobottega. Dopo aver arraffato preziosi dalla cassaforte situata a fianco del bancone, dove c’erano solo pochi oggetti, i rapinatori entrarono nel retro della gioielleria arraffando ori dall’interno di un’altra cassaforte. Una volta messo insieme un bottino del valore di circa 100mila euro i malviventi scapparono, molto probabilmente sull’auto di un complice rimasto all’esterno a fare da palo e pronto alla fuga.

A dare l’allarme fu il dipendente che riuscì a liberarsi dei legacci grazie all’aiuto di un negoziante vicino. Le indagini scattarono immediatamente e un grosso contributo al lavoro degli investigatori arrivò dalle riprese di alcune telecamere e del sistema di videosorveglianza.

Nel 2004 la stessa gioielleria era già stata rapinata. In quell’occasione era presente il titolare, il quale fu malmenato brutalmente riportando seri danni che lo costrinsero anche a sottoporsi a un delicato intervento chirurgico.(d.p.)

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