Roseto, dal Comune arriva il no all’ipotesi tassa di soggiorno

20 Dicembre 2015

A nome della maggioranza il consigliere delegato Norante boccia la proposta del sindaco di Giulianova «Grava sugli albergatori e ha pesanti effetti sui turisti: fa perdere simpatie, clienti e fatturato»

ROSETO. «Applicare la tassa di soggiorno è un’operazione antituristica». Non va per il sottile Antonio Norante, consigliere comunale con delega al turismo, dopo il tentativo di far applicare l’imposta alle località balneari della costa teramana portato avanti – «ostinatamente», secondo Norante – dal sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro.

«Innanzitutto la tassa di soggiorno grava sugli albergatori», dice Norante, che parla a nome della maggioranza di centrodestra che guida l’amministrazione comunale rosetana, «ed ha, inoltre, pesanti effetti negativi sui turisti. Una delle prime domande che loro rivolgono al momento della prenotazione riguarda proprio l’applicazione o meno della tassa. In secondo luogo i sindaci che dicono che con i soldi di questo tributo faranno promozione, manifestazioni e abbellimenti non sono sinceri, perché quei soldi entrano nel bilancio comunale, dopodiché dove vanno lo decide il consiglio comunale e non gli operatori turistici. In tutti i Comuni italiani da Roma a Venezia, da Riccione a Sanremo, dei soldi della tassa di soggiorno si sono perse le tracce».

Ma c’è un aspetto, sempre secondo Norante, che potrebbe avere dei risvolti penali per gli amministratori che applicano tale imposta.

«Si tratta di una tassa facoltativa imposta dal Comune», sostiene Norante “sulla cui riscossione tutti i sindaci finiscono per rischiare di essere in omissione permanente, che è una questione di rilevanza penale. La privacy e la riservatezza delle statistiche non consentono alla pubblica amministrazione di verificare se i turisti alloggiati pagano o non pagano. Infatti la tassa la incassano gli albergatori, in quanto sostituti d’imposta, ma poi presenze e versamenti alle casse comunali non quadrano mai, in nessuno dei Comuni che la applicano: insomma un pasticcio irrisolvibile. Basta quindi un esposto sul mancato controllo, ovvero sulla possibile omissione, e per loro sono guai seri».

Insomma, un’imposta che ha molti punti deboli, troppi, secondo Norante. «È una tassa che grava su una sola categoria, quella che fornisce l’alloggio», dice ancora il consigliere rosetano, «che fa perdere simpatia, clienti e fatturato ai Comuni che la impongono. È anche una tassa iniqua perché non tocca le altre componenti della vacanza come, ad esempio, i trasporti, la balneazione, la ristorazione, l’artigianato tutte attività che si attivano quando ci sono i turisti. Invece di iniziare a pensare a detassare il settore turistico per agevolare nuovi investimenti, si continua nel maldestro tentativo di coinvolgere anche gli altri Comuni della costa teramana in un’azione deleteria per l’intero comparto».

Federico Centola

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