Roseto, Ici troppo cara per i terreni di Santa Lucia

La commissione tributaria accoglie il ricorso di uno dei proprietari: «Il Comune non può far pagare l’imposta come area edificabile, perché è agricola»
ROSETO. «Il Comune avrebbe potuto pretendere l’Ici come terreno agricolo, ma non come terreno edificabile». È la conclusione della sentenza della commissione tributaria provinciale (protocollata proprio ieri in Comune dal tecnico che ha curato la pratica) in merito al ricorso presentato da un contribuente rosetano, convinto che l’aliquota per il calcolo dell’Ici applicata dal Comune sul terreno di sua proprietà fosse troppo elevata. E la commissione gli ha dato ragione. La stessa situazione riguarda decine di piccoli proprietari, i quali hanno degli appezzamenti nella zona di Santa Lucia, vicino all’autoporto e alla nuova area artigianale, anch’essa al centro di grossi problemi legati agli espropri, per i quali l’amministrazione comunale ha di recente sborsato circa 6milioni di euro quale ristoro per i due proprietari dei terreni venduti agli imprenditori che hanno impiantato lì la propria azienda, i quali ora dovranno restituire quella somma al Comune.
Tornando alla vicenda dei piccoli possidenti, bisogna risalire all’inizio degli anni ’80, quando cioè il Comune decise il cambio di destinazione d’uso delle loro aree, trasformandole da agricole ad artigianali, riservandosi in seguito di procedere all’esproprio e alla successiva urbanizzazione prima di immetterle sul mercato. Un’operazione, questa, mai messa in atto, così come la prevista nuova area artigianale non è mai decollata. In compenso, però, sono lievitate le tasse su quei terreni proprio in virtù della loro diversa destinazione d’uso, tanto da mettere in difficoltà i proprietari, i quali preferirebbero liberarsene piuttosto che far fronte alle richieste del Comune e alla richiesta degli arretrati a partire dal 2007.
Nel frattempo è partita una serie di ricorsi alla commissione tributaria per cercare di far valere i propri diritti, ma anche in questo caso bisogna mettere mano al portafoglio per pagare i consulenti. «I tempi sono decisamente cambiati rispetto a qualche anno fa», fa notare Dino Pietrinferni, uno dei consulenti per i ricorsi dei piccoli proprietari terrieri, «pertanto il Comune dovrebbe rivedere le proprie posizioni per quanto riguarda l’applicazione delle imposte. Quella zona industriale non è mai decollata, quindi bisogna ridare la libertà a quei piccoli proprietari». In molti casi si tratta di anziani, i quali non dispongono di un reddito tale da poter fra fronte alle richieste del Comune. «Quei terreni vanno declassati», conclude il tecnico, «riportandoli da edificabili ad agricoli perché i proprietari non riescono a pagare le tasse (prima Ici ora Imu) così come sono calcolate adesso. In caso contrario saranno costretti a liberarsene, magari donandoli al Comune».
Federico Centola
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